I minori, vittime di abusi sessuali. 2 Parte Le origini dell’abuso.

I comportamenti di abuso sessuale su minori sono sempre esistiti, in ogni contesto culturale e in tutte le epoche. In Italia gli studi concernenti l’abuso sessuale minorile si sono sviluppati solo da poco tempo, mentre in altri paesi si riscontrano documenti ed aggiornamenti interessanti riguardanti i diversi aspetti di questo fenomeno. Non è infatti un fenomeno strettamente legato alle cosiddette «società complesse» e soprattutto non è frutto della modernità, ma testimonianze storiche dimostrano che «la violenza ed i
comportamenti aggressivi nei confronti dei minori sono manifestazioni
costanti e costituiscono un fenomeno sempre esistito».
L’abuso sessuale non può essere, dunque, definito come un male moderno, anche se solo negli ultimi anni si è cercato di imprimere una sorta di forza dal punto di vista giuridico-legislativo.
Già nel 1962 uno dei primi studiosi ad occuparsi degli abusi sui bambini
è stato il pediatra nordamericano H. Kempe, che si è soffermato non solo su abusi sessuali o sfruttamento lavorativo, ma «anche sul maltrattamento psicologico, l’incuria, l’abbandono, la trascuratezza alimentare, scolastica e sanitaria e l’abuso sessuale nei casi di pedofilia, pornografia, atti di libidine, prostituzione, rapporti sessuali devianti».
Ai nostri giorni e nelle società maggiormente progredite si va affermando una presa di coscienza su tale fenomeno, una sorta di «consapevolezza collettiva» dell’esistenza di abusi sessuali sui minori e del loro coinvolgimento psicologico ed emotivo, nonostante ancora oggi vi sia molta reticenza ed omertà, in particolare nell’ambito delle famiglie che, per una sorta di pudore, non denunciano tali violenze.
Per meglio comprendere il significato del termine abuso, si ritiene utile
accennare alle possibili definizioni considerate dal punto di vista psicologico e sociologico. Nell’approccio psicologico, infatti, i comportamenti pedofili fanno punto riferimento ad un modello teorico sperimentale utilizzando il riflesso automatico indotto per il tramite di uno specifico stimolo. Si tende così ad ampliare la definizione, facendo rientrare nella casistica anche quegli atteggiamenti che non sfociano in un vero rapporto sessuale, ma prendono in considerazione il comportamento e l’atteggiamento dell’adulto che viene stimolato da immagini e fantasie di soggetti in età adolescenziale e prepubere. È una dimensione prettamente soggettiva del comportamento dell’adulto, anche se a volte tende a verificarsi in una dimensione soltanto potenziale.
Una definizione più strettamente sociologica del fenomeno, invece, deve partire dall’analisi etimologica del termine: «l’origine infatti è greca, e la parola pedofilia deriva da pais (bambino, infante) e phileo (amare), amore per i bambini quindi». Un importante aspetto da evidenziare è che esiste una sostanziale differenza tra pedofilia ed abuso sessuale: nel primo caso può non determinarsi un atto sessuale concreto con il minore; mentre nell’abuso c’è un coinvolgimento erotico vero e proprio da parte del soggetto prepubere.
Si può facilmente intuire quindi che la rilevazione e l’accertamento di un fatto di abuso sessuale è operazione estremamente complessa, soprattutto perché sussiste tra gli interpreti molta incertezza su cosa debba intendersi per abuso sessuale. Del resto è difficile delimitare i confini tra ciò che è lecito e ciò che non lo è, specie in una materia come questa, condizionata fortemente da inclinazioni soggettive e dove la linea di demarcazione è molto sfumata. Di fondamentale importanza è porsi la domanda su che cosa possa essere correttamente definito come comportamento abusante nei confronti di un minore. Anche se nella sfera emozionale può sembrare che non vi debbano essere dubbi in proposito, non è certo un caso che gli esperti ancora dibattano sull’estensione di tale definizione, sia in merito agli atti commessi, sia in merito al tipo di relazione intercorrente o meglio, che dovrebbe intercorrere per rientrare nella sfera degli abusi, tra abusante ed abusato.

Federica Farre

Le mie pagliuzze finale

Le mie pagliuzze

Dora Buonfino

I minori, vittime di abusi sessuali. 1° parte

Le problematiche legate al fenomeno dei minori vittime di abusi sessuali sono oggi tra le più dibattute della nostra società. Giuristi, sociologi, psicologi e moralisti, ma anche il cosiddetto «uomo della strada», hanno sempre cercato di «capire» perché uomini e donne adottino comportamenti contrari a ciò che è comunemente ritenuto «morale e giusto», secondo un codice accettato unanimamente da culture diverse. Il mondo dell’infanzia è rimasto per lungo tempo sconosciuto: per secoli il bambino era considerato privo di cultura e incapace di attività intellettuale. Nell’età moderna, invece, le rivoluzioni scientifiche e l’emergere di una nuova visione del sapere hanno portato alla scoperta dell’infanzia, a capire cioè che il bambino non è un adulto «imperfetto», ma un soggetto attivo, partecipe del proprio sviluppo, a cui non si deve continuare ad imporre la cultura adulta. Nel XX secolo si è assistito all’avvicinamento e all’esplorazione del «pianeta infanzia», ed un mondo per troppo tempo inascoltato ha trovato voce. Soltanto da pochi anni, quindi, per uno sviluppo preoccupante del fenomeno della pedofilia, soprattutto dopo l’introduzione di Internet su scala mondiale, ha cominciato a farsi strada l’idea di questi comportamenti secondo un metodo scientifico, il più possibile libero da valutazioni di carattere morale. Questo tentativo non si è sempre attuato in modo adeguato, ed anche studi che intendevano essere rigorosamente scientifici, ad un’analisi successiva, rivelavano l’impronta di giudizi di valore impliciti e spesso inconsci. Forse anche per questo motivo lo studio dei fatti legati ai minori come vittime di abusi sessuali, raramente è stato accompagnato da un’approfondita analisi dei temi attinenti alle reazioni che la parte più conformista del sistema sociale pone in atto nei confronti di comportamenti non consoni ai valori ed alle norme del sistema sociale stesso. L’estrema diffusione dell’insorgere dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori si rintraccia in molteplici fonti sociologiche. Emergono, infatti, tra queste ultime alcuni dati significativi che rivelano come tra il 1730 e il 1789 il 25% delle vittime dei processi per stupro non raggiungeva i 10 anni. Si annoverano, inoltre, le credenze popolari dell’Inghilterra del XVIII secolo sull’efficacia terapeutica della congiunzione carnale con minori per guarire malattie veneree. Questo studio, dunque, vuol essere una panoramica sugli aspetti legati all’abuso sessuale sui minori che riteniamo essere particolarmente significativi. Come già sottolineato, vengono presi in considerazione solo alcuni di questi approfondimenti. Ciò può essere giudicato come un limite, ma d’altro canto, se si considera la vastità del fenomeno concernente i problemi legati alla pedofilia e la numerosa varietà di opinioni da parte degli studiosi e di altri contributi certamente rilevanti, si comprende come risulti impossibile essere esaurienti.

Federica Farre

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Scegliere di parlare dell’abuso sessuale infantile è un atto coraggioso, in tempi in cui vanno di moda i sentimenti e le emozioni usa e getta e in cui si prediligono le soluzioni preconfezionate agli inviti alla riflessione. E a Dora Buonfino quel coraggio non è mancato. Con la sua penna delicata ha dato voce al silenzio della protagonista, le ha permesso di aprire il proprio scrigno segreto e di distribuire le sue pagliuzze a chi avrà altrettanto coraggio di prenderle in custodia.

Le mie pagliuzze finale

Le mie pagliuzze

“Il libro è nato come carezza per l’anima ferita. Non troverete una vittima che vi chiede aiuto, che vi responsabilizza ordinandovi di prendervi carico della sua vita. La protagonista vi mostra tutta la sua forza e nel raccontarvi vi rincuora, vi prende per mano e vi protegge. Non è causare dolore il mio intento, ma mostrare la consapevolezza che mi ha sempre sorretto. Non chiedo battaglie, prese di posizione, imponendo un carico insopportabile, né vi farò sbirciare nel mio vissuto come voyeur d’occasione. Questo libro va oltre l’abuso, perché vi aiuterà a guardarvi dentro prendendo in considerazione le vostre debolezze, ma anche le vostre potenzialità, indicandovi il modo per amarvi e divenire più forti.”

Dora Buonfino