“I capelli del diavolo” di Marco Giri

Le civiltà antiche consideravano il Bene e il Male come due facce della stessa medaglia: in poche parole, a una divinità buona si contrapponeva una malvagia e a quest’ultima erano riconducibili tutti gli aspetti negativi dell’universo. I diavoli sono sempre esistiti nell’immaginario umano: la credenza di entità sovrannaturali malvagie è radicata quanto quella di entità benevoli, poiché entrambe sono insite negli esseri umani.
Gli scettici ovviamente non credono nell’esistenza del diavolo, anzi lo considerano la giustificazione di Dio per la sofferenza e le ingiustizie che regnano sulla terra, ma il Diavolo può presentarci il male nella forma più seducente possibile, ingannandoci. Marco Giri ci propone un noir molto singolare e contorto, presentando il diavolo come un’entità esoterica che spadroneggia liberamente nella società ricca e borghese tra Cracovia e Montpellier. I due personaggi principali, padre e figlio, hanno il dono dell’immortalità e sfruttano il loro potere per soddisfare tutti i piaceri della vita, sottomettendo chiunque cerchi di contrastarli. L’autore ha il pregio di aver saputo modellare l’intreccio del romanzo distribuendo le varie vicende in modo sparpagliato, per poi farle confluire in un epilogo mozzafiato, pieno di suspense e colpi di scena.
Il diavolo persiste e continuerà a ripetersi e ripresentarsi in ogni singola persona, nella profondità della coscienza che ode la voce buona e severa del bene e la voce perfida e carezzevole del male.

Ancora pochi giorni per la pubblicazione.

“I capelli del diavolo” di Marco Giri

“Terra Viva” ad Alife (CE)

Un mosaico le cui tessere danno vita a figure scultoree, possenti e piene di vitalità, così potrei definire in modo sintetico un testo che colpisce perché la scrittura procede fluida e incalzante nel riportarci indietro nel tempo a una società e a uno stile di vita che sembrano lontani anni luce e invece risalgono a ottanta anni fa. L’autrice si pone come testimone di quella tradizione orale che nel corso della storia ha dimostrato in alcuni casi di superare le barriere dei secoli e in qualche caso dei millenni, le voci dei personaggi che si esprimono in dialetto sono vive e ci trasmettono messaggi che non compaiono certo nei libri di storia (la storia per intenderci con la S maiuscola), la storia dei condottieri e dei vincitori (ricordate Brecht e Tebe dalle sette porte?).
Giganteggiano le donne, umili ma resistenti alle sfide del destino e alle difficoltà quotidiane, donne che paragonerei alle canne che si piegano allo sferzare delle intemperie per rialzarsi prontamente una volta passato il fortunale. E non è un caso se l’autore del libro è una donna che certamente rende omaggio ad altre donne (le nonne le zie o addirittura la bisnonna) che, quando bambina sedeva sulle loro ginocchia, raccontavano per l’ennesima volta le peripezie degli anni di guerra, quando le preoccupazioni per gli uomini lontani si sommavano a problemi del vivere quotidiano.
Come dicevo in premessa lo scritto procede rapido e incalzante, senza pause, tenendo desto l’interesse del lettore che viene conquistato dalla puntuale descrizione del contesto in cui i personaggi agiscono con la loro schiettezza e vivacità di espressione.

Recensione su Amazon di Fabri e Marcela sul libro di Maddalena Zullo “Terra Viva”

Giovedì 23 luglio, con il Patrocinio morale del Comune di Alife, Maddalena Zullo presenterà il suo libro “Terra Viva – Sotto una buona stella” compiendo un ritorno alle origini, ma soprattutto per omaggiare le donne della sua terra. La location dell’evento sarà la Sala Consiliare del Comune di Alife, alle ore 19,30.
Siamo in Campania, nella valle del Medio Volturno, nel triangolo fertile della campagna tra Gioia Sannitica, Alife e Dragoni.
Nella storia di una famiglia si identifica la storia di una intera comunità: è una ricerca, quella dell’autrice che non solo la riporta in famiglia ma anche in un intero contesto culturale, che mette sotto la lente esaminando la lingua di quegli anni, il dialetto, le tradizioni e le credenze, ormai per sempre cristallizzate nelle pagine del suo romanzo. “La lingua stessa è la storia”, spiega l’autrice.

“È proprio la gioia che vorrei comunicare con questa foto, gioia di essere nel mio Comune di origine #Alife, con il primo cittadino Maria Luisa Di Tommaso, donna piena di grinta ed entusiasmo, alla guida di una terra viva come Alife.” Maddalena Zullo

“Vuoto mentale” di Pietro Caschi

Una nuova pubblicazione, un nuovo autore: un autore emergente come tutti quelli che pubblichiamo. Non è facile districarsi e farsi notare in questa marea di parole, di pensieri, di continue narrazioni tra il fantastico e il reale, ma la vita ci insegna che la perseveranza e la tenacia aiuta sempre gli audaci:

Il coraggio e la perseveranza possiedono un talismano magico di fronte al quale le difficoltà scompaiono e gli ostacoli svaniscono nel nulla.
(John Quincy Adams)

Passiamo a presentare il libro di Pietro Caschi “Vuoto mentale”:

“È difficile credere alle favole, prima o poi tutto svanisce e si dissolve. È difficile, quasi impossibile, ma mentre la vivi ti senti immerso totalmente tra le mura del tuo castello fatato e ti illudi che niente e nessuno possa mai scalfire la tua felicità. Ernesto Pancaldo viveva in quel castello, insieme alla sua adorata Fiorella, e tutto intorno risplendeva di un amore vero. Si erano conosciuti per caso, come succede nelle favole più belle, e il loro amore si nutriva di emozioni: niente e nessuno poteva dividerli. Ma se non vogliamo credere alle favole, dobbiamo credere all’amore, quello vero, quello che nel bene e nel male non si arrende e vive, anche se le mura di quel castello si sbriciolano, anche quando intorno c’è il vuoto.”

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Presentazione del libro “Terra Viva”

Venerdì 3 luglio 2020, in collaborazione con la Biblioteca Comunale del Comune di Fino Mornasco, ci sarà la presentazione del libro “Terra Viva – Sotto una buona stella” di Maddalena Zullo. L’evento si svolgerà nel Parco Comunale in Via Brera alle 18,30 mantenendo il rispetto delle direttive vigenti in materia di anti COVID-19. Per la partecipazione è gradita la prenotazione in Biblioteca telefonando al numero 031-929291 oppure inviando una email all’indirizzo: biblioteca.comunale@comune.finomornasco.co.it
In caso di pioggia o condizioni meteo che non permettano lo svolgimento della presentazione, l’evento sarà rinviato a venerdì 10 luglio.

Terra Viva – Sotto una buona stella

“La Farmacia Dell’Anima” di Salvatore Testa

Se c’è un elemento che più di ogni altro segna malinconicamente la vita di molti esseri umani, questo è il rimpianto, ossia il ricordo, spesso struggente, di occasioni mancate o di cose e persone perdute. Tino Sicca, protagonista del romanzo, mostra l’intelligenza e l’umiltà di vivere con attenzione l’occasione che si presenta e a suo modo conquista una meritata serenità. Accade lo stesso a Laura, che riesce coraggiosamente a curare le ferite che la vita le ha inferto e a mettere al riparo le sue aspirazioni e i suoi sentimenti. Due bei personaggi Tino e Laura; due spaccati esistenziali ricchi di valori e trepidazioni, quelli tracciati dal giornalista e scrittore Salvatore Testa nel suo nuovo romanzo “La farmacia dell’anima” (Le Parche Edizioni), prefazione di Pino Imperatore, disponibile su tutti gli store online e ordinabile in tutte le librerie.

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La Farmacia Dell’Anima

L’autore è il presidente di Self (Secondigliano libro festival), associazione impegnata nella promozione dell’importanza della lettura tra gli studenti, iniziativa quest’anno ampliata, dopo Secondigliano (NA), anche ad altre periferie, che oltre all’annuale organizzazione del premio “Sgarrupato”, organizza concerti per Natale e manifestazioni per la legalità.

“L’amore chiama col 4888… e io sono sempre senza credito” di Michele Piccolo

Presentato il 27/09/2018, alla Feltrinelli Point di Pomigliano D’Arco (NA), il libro di Michele Piccolo “L’amore chiama col 4888”.

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Trama:

Stefano ha ventotto anni e vive a Sant’Anastasia, un paese in provincia di Napoli ai piedi del monte Somma. È una personalità speciale, anche se lui si definisce un coglione, con un futuro non proprio roseo e poca volontà di riscatto. Nato con la “camicia”, per un grave errore fatto dieci anni prima si ritrova adesso a doversi dividere dall’essere sarto di mattina e batterista di sera. Vive con Piermatteo, un grande amico che sarà il suo ironico angelo custode. Si innamorerà ed avrà una strana ma intensa storia d’amore con Claudia, una insegnante di ventuno anni più grande, che lo porterà in poco tempo a cambiare, credere di più in se stesso e ad essere abbandonato misteriosamente per la seconda volta nella sua vita. Il protagonista si divide tra le proprie sfortunate vicende sentimentali e la costante introspezione psicologica. Tenero, empatico e sincero, una commedia brillante, ma altamente comune, motivo per cui diventa una storia nella quale è facile immedesimarsi.

L'amore chiama col 4888 Definitivo 1

L’amore chiama col 4888

L’autore:

Michele Piccolo (Napoli, il 26 dicembre del 1986), vive a Sant’Anastasia (NA). Si è sempre contraddistinto per le sue scelte, che vanno contro sua ogni predisposizione, tanto che è diplomato Istituto Tecnico Industriale e di professione impiegato nel settore aeronautico. Calciatore in serie minori ed allenatore di una squadra juniores, da tre anni scrive poesie che pubblica sulla propria pagina Facebook “Michele Piccolo” e che iscrive a vari concorsi in giro per l’Italia. Prevalentemente distratto, imbranato, autoironico e pungente, si definisce un quasi ex sognatore. Nel 2017 la prima esperienza editoriale, partecipando a due raccolte di poesie con la casa editrice Limina Mentis e una segnalazione di merito al Concorso Nazionale Festa dei Popoli di Aversa (CE). Nel 2018 invece, secondo classificato al Concorso Letterario “Parole e Poesia” di Formigine (MO) vincendo una pubblicazione di un libro, ossia la sua prima raccolta di poesie – “Dovrei dormire di più ed immedesimarmi di meno” (Edizioni il Fiorino). Finalista al premio letterario “Una città che scrive 2018” di Casalnuovo di Napoli, segnalazione di merito al Concorso Nazionale “Dino Sarti 2018” di Bologna ed al Concorso Nazionale “Poesie d’Amore” di Torino. “L’amore chiama col 4888 (e io sono sempre senza credito) è in assoluto il suo primo romanzo.

“L’amore chiama col 4888” di Michele Piccolo

In corso di pubblicazione il libro di Michele Piccolo, “L’amore chiama col 4888”.

Stefano ha ventotto anni e vive a Sant’Anastasia, un paese in provincia di Napoli ai piedi del monte Somma. È una personalità speciale, anche se lui si definisce un coglione, con un futuro non proprio roseo e poca volontà di riscatto. Nato con la “camicia”, per un grave errore fatto dieci anni prima si ritrova adesso a doversi dividere dall’essere sarto di mattina e batterista di sera. Vive con Piermatteo, un grande amico che sarà il suo ironico angelo custode. Si innamorerà ed avrà una strana ma intensa storia d’amore con Claudia, una insegnante di ventuno anni più grande, che lo porterà in poco tempo a cambiare, credere di più in se stesso e ad essere abbandonato misteriosamente per la seconda volta nella sua vita. Il protagonista si divide tra le proprie sfortunate vicende sentimentali e la costante introspezione psicologica. Tenero, empatico e sincero, una commedia brillante, ma altamente comune, motivo per cui diventa una storia nella quale è facile immedesimarsi.

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L’amore chiama col 4888

Le mie Pagliuzze di Dora Buonfino

Oggi abbiamo pubblicato il secondo libro di Dora Buonfino #Lemiepagliuzze, un romanzo autobiografico che parla di un tema delicato e complesso, un problema, purtroppo, ricorrente nella nostra società, l’abuso sui minori. Ne abbiamo già parlato nel post precedente, ma con l’uscita del libro di Dora, vogliamo evidenziare maggiormente questa “violenza” assurda e inconcepibile, facendovi leggere la prefazione inserita nel libro dalla psicologa Annarita Arso Psiche Nessuno e Centomila

“Secondo una vecchia leggenda, sarebbe possibile far scomparire le verruche dalle mani strofinandoci sopra una pagliuzza di fieno. Per assicurarsi che non tornino, sarebbe poi opportuno ripiegarla e riporla in un luogo da cui si è certi che non si passerà mai più. La protagonista di questo romanzo le sue pagliuzze sceglie di affidarle al lettore. Lo fa con un’intenzione che ha ben poco di magico o superstizioso, ma che assume invece una forte valenza catartica perché, quando il dolore diviene tanto difficile da tollerare, è importante trovare la forza e il coraggio di dividerne il peso con qualcuno. Così il fardello che si trascina dietro prova ad alleggerirlo prendendo il lettore per mano e guidandolo nei meandri della propria storia, scegliendo con cura le parole in cui incasellarla. Dando forma alla ferita che l’infanzia violata le ha lasciato in eredità, descrivendo il vuoto che ha provato ripetutamente a riempire confidando nell’amore di un altro che guarisce, tracciando i contorni di quello strappo nel senso del Sé in cui il dolore per anni si è fatto spazio, accarezzando quel disperato bisogno di conferme affettive a lungo bloccato ad un bivio buio del cuore, a metà strada tra la tentazione di chiedere e la paura di essere deriso. La protagonista racconta di come ci si possa riscoprire fragili, vulnerabili, soli, quando si è stati costretti a costruire la propria identità inseguiti da un orco che prova a distruggerne le fondamenta. Di come ci si possa persino rivestire con i sensi di colpa, aggiungendo un’altra tassa al conto già salato dell’innocenza violata. Di come si possa sopravvivere alla sensazione di essere costantemente in bilico su una fune sottile, sprovvisto di una barra che aiuti a mantenere l’equilibrio. Di come la violenza, soprattutto se perpetrata da chi invece dovrebbe dispensare amore a piene mani, possa causare un dolore talmente ingombrante che fatica a trovare parole della taglia giusta in cui farsi spazio. La protagonista non ha nome, non ha certezze, non ha porti sicuri in cui approdare con le proprie paure. Ha solo una lista di cose da cambiare, un paio di forbici per tagliare via il superfluo e un diario in cui annotare ciò che non è consigliabile dimenticare. E poi ha tanti tasselli di vita sparsi sul pavimento, in attesa che qualcuno la aiuti a ricomporli nella giusta collocazione, consapevole di dover imparare a conviverci per non correre il rischio di sentirsi di troppo anche quando resta sola con se stessa. Non teme di convivere con il passato, ma ha bisogno di seppellirne i fantasmi. Così sceglie di rovistare proprio in quella vulnerabilità che la spaventa, imparando ad immergere le mani in quella ferita originaria perché smetta di fare male. Sceglie soprattutto di liberarsi dalle maschere di felicità maldestramente indossate per rifuggire la propria interiorità, consapevole del fatto che il vuoto che vi alberga attende solo un contenitore che gli dia forma. Con il suo secondo libro, “Le mie pagliuzze”, Dora Buonfino di quel contenitore ne fa omaggio al lettore, irrompendo nel quotidiano di una famiglia dalla fedina morale immacolata ma dalle morali multiple, svelandone le ombre e le contraddizioni. Perché i legami familiari non sempre nutrono, qualche volta affamano. Qualche volta sono addirittura capaci di lasciare lividi indelebili, come tatuaggi sull’anima che si cerca freneticamente di rimuovere. Come quelli sui quali, chi viene derubato della propria infanzia, ci passa sopra un’invisibile pagliuzza di fieno tutte le sere, strofinando la pelle fino a sentirla bruciare, nel vano tentativo di cancellarne ogni traccia. Gli stessi lividi della bambina con gli abiti perfettamente stirati e con il cuore pieno di grinze a cui la scrittrice, con il proprio romanzo, offre un degno e rispettoso palcoscenico sul quale ripercorrere il proprio viaggio a ritroso. Un passo alla volta. Perché ogni passo è importante. Ogni passo è un’istantanea da ritagliare accuratamente, fino a sentire sempre più flebile l’eco dei propri vuoti affettivi. Scegliere di parlare dell’abuso sessuale infantile è un atto coraggioso, in tempi in cui vanno di moda i sentimenti e le emozioni usa e getta e in cui si prediligono le soluzioni preconfezionate agli inviti alla riflessione. E a Dora Buonfino quel coraggio non è mancato. Con la sua penna delicata ha dato voce al silenzio della protagonista, le ha permesso di aprire il proprio scrigno segreto e di distribuire le sue pagliuzze a chi avrà altrettanto coraggio di prenderle in custodia.”

Annarita Arso

Le mie pagliuzze finale

Le mie pagliuzze

L’abuso su minori

È possibile definire l’abuso sessuale in modi molto diversi. Una definizione generale soddisfacente può essere quella che fornisce Montecchi (1994):

«Il coinvolgimento di soggetti immaturi e dipendenti in attività sessuali, soggetti a cui manca la consapevolezza delle proprie azioni nonché la possibilità di scegliere. Rientrano nell’abuso anche le attività sessuali realizzate in violazione dei tabù sociali sui ruoli familiari pur con l’accettazione del minore.»

Da questa definizione si deduce che l’abuso sessuale non è certamente un’attività che comporti necessariamente l’atto della penetrazione. L’aspetto fondamentale, invece, è quello rappresentato dalla condizione della vittima, impossibilitata a scegliere o a comprendere correttamente quello che sta accadendo o che viene proposto. Nel caso di un abuso sessuale intrafamiliare, quindi, si è in presenza di un abuso sessuale quando la persona coinvolta nella relazione sessualizzata non è in grado di cogliere il profondo significato di quanto viene effettuato su di lei, oppure le conseguenze reali e durature a cui può portare. Si parla di abuso sessuale anche nei casi in cui la persona non viene mai fisicamente toccata, ma viene esposta alla visione o all’ascolto di vicende a contenuto sessuale non pertinenti all’età o alla relazione con l’abusante. Nei casi più evidenti e cruenti la persona che subisce un abuso sessuale è posta nell’impossibilità di agire liberamente mentre viene posta all’interno di una relazione sessualizzata, per esempio attraverso minacce o l’impiego della forza fisica. A causa dell’origine della molestia, l’abuso sessuale intrafamiliare produce, in linea di massima, effetti più gravi di quelli prodotti da abusi avvenuti all’esterno del nucleo familiare. La maggior parte degli abusi sessuali intrafamiliari viene effettuata dai padri, in secondo luogo dai conviventi nel nucleo familiare (nonni, zii, patrigni, ecc,) e, in percentuale molto minore, dalle madri (circa il 7% dei casi). La ricerca clinica indica che un abuso sessuale intrafamiliare può produrre i danni più gravi soprattutto quando sono presenti le seguenti caratteristiche

  • un legame intenso con la persona che effettua l’abuso;

  • una lunga durata dell’abuso;

  • l’abuso resta nascosto o non viene riconosciuto dall’ambiente familiare;

  • la persona abusata non è in grado di parlare dell’accaduto

  • la persona abusata è ancora un bambino.

L’abuso sessuale, specialmente se intrafamiliare, può certamente dare origine a molti problemi psicologici, anche di lunga durata e di difficile risoluzione spontanea nel corso della vita.

Il 15 marzo sarà pubblicato il romanzo di Dora Buonfino, “Le mie pagliuzze”:

Le mie pagliuzze finale

A cinque anni è stata violata la sua libertà di crescere. Vive cercando un modo per tenere lontano chi richiede da lei attenzioni troppo grandi per una bambina. Non sa di essere vittima, non sa di avere il diritto di dire no all’abuso. Può contare solo su se stessa e sulla sua forza di volontà. Una volontà che non la abbandona, che alimenta la ricerca continua di risposte e soluzioni e che la porterà a comprendere se stessa.

“Le Parche Edizioni” shop

Anche noi, in questo piccolo spazio, stiamo seminando emozioni e lentamente ci accingiamo a raccogliere i frutti nel nostro giardino di libri. Le Parche Edizioni è nata per investire sul capitale creativo e culturale di nuovi autori, che attraverso il nostro contributo professionale, etico e imprenditoriale, auspicano di vedere realizzati i propri sogni. In un anno di attività il nostro percorso ha raggiunto moltissimi autori, ma abbiamo dovuto frazionare questo afflusso selezionando solo quelli più interessanti e in questo articolo vogliamo ripercorrerli tutti, invitandovi a seguirli sul nostro sito:

Le Parche Edizioni

Narrativa e Poesia

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Sul sito trovate anche libri classici e di varia