“Una nuova primavera” di Chiara Verdicchio

“Anche le peggiori tempeste hanno alle spalle un meraviglioso arcobaleno”

Una nuova Primavera è una raccolta poetica in cui i sogni divengono velieri che solcano il mare, un potente mezzo di cambiamento per dirigere e governare il flusso eterno dell’esistere, per “donare speranza ad un cuore bramoso d’amore”. Una raccolta poetica con una copertina delicata ed elegante, come le singole poesie che ne formano la raccolta. Il volume si presenta in modo grazioso e ben curato, un piccolo libricino da portare con sé ed al bisogno deliziarsi con una dolce poesia. L’autrice in sole 94 pagine ha saputo decantare in modo delicato e speranzoso diverse emozioni e tematiche, come l’amore per la sua bellissima Napoli, l’amore per la vita, per la poesia, per il mare, e per tutto ciò che le suscita un’emozione. La raccolta è suddivisa in una prima e seconda parte.
a prima parte si concentra principalmente sui sentimenti e le emozioni, mentre nella seconda parte si percepiscono dei versi di rinascita, di speranza, un inno al futuro a quello che verrà.
Una nuova primavera è quello che tutti noi ci auguriamo dopo un lungo inverno travagliato. Una raccolta di poesie che fin dal suo titolo si cala perfettamente nella realtà che stiamo vivendo.

Una nuova primavera

“Una nuova primavera” – Raccolta poetica di Chiara Verdicchio

La poesia è musica, un ritmo armonioso che unisce parole e suoni per trasmettere un messaggio, per dare voce a sentimenti assoluti e universali che nascono dall’anima e sfociano “nel mare immenso della vita”. I versi di Chiara Verdicchio sono limpidi e precisi, quasi fossero scolpiti, e trovano un perfetto equilibrio tra il ricordo e la narrazione vitale di “un racconto col finale tutto da inventare”, tra “una gracile promessa” e “un grande campo di girasoli”. Sofferenza e conforto si scontrano in questi versi, che l’autrice raffigura usando colori tenui ed emozionali, materializzandosi improvvisamente nel desiderio di cambiamento “per gridare al mondo che anche le peggiori tempeste hanno alle spalle un meraviglioso arcobaleno”.

Una nuova primavera” è una raccolta poetica in cui i sogni divengono velieri che solcano il mare, un potente mezzo di cambiamento per dirigere e governare il flusso eterno dell’esistere, per “donare speranza ad un cuore bramoso d’amore“.

Una nuova primavera

“Una nuova primavera” – Raccolta poetica di Chiara Verdicchio

La poesia è musica, un ritmo armonioso che unisce parole e suoni per trasmettere un messaggio, per dare voce a sentimenti assoluti e universali che nascono dall’anima e sfociano “nel mare immenso della vita”. I versi di Chiara Verdicchio sono limpidi e precisi, quasi fossero scolpiti, e trovano un perfetto equilibrio tra il ricordo e la narrazione vitale di “un racconto col finale tutto da inventare”, tra “una gracile promessa” e “un grande campo di girasoli”. Sofferenza e conforto si scontrano in questi versi, che l’autrice raffigura usando colori tenui ed emozionali, materializzandosi improvvisamente nel desiderio di cambiamento “per gridare al mondo che anche le peggiori tempeste hanno alle spalle un meraviglioso arcobaleno”.

Una nuova primavera” è una raccolta poetica in cui i sogni divengono velieri che solcano il mare, un potente mezzo di cambiamento per dirigere e governare il flusso eterno dell’esistere, per “donare speranza ad un cuore bramoso d’amore“.

La Voce… e l’Infinità

La Voce…

“Oltre l’errore, il superamento.”

Allora, mi dico che, se sotto il cielo siamo soggetti al tempo delle stelle, per non sbagliarmi devo affidarmi al fato e alla simpatia di cui si serve qui, che se noi due siamo fatti della stessa pasta stiamo vibrando alla medesima intensità di movimento e che tutto ciò, attraendoci l’uno verso l’altro, se riusciremo a superare le distanze, gli ostacoli e i pericoli, determinerà il nostro incontro in modo apparentemente casuale: senza che io ci metta lo zampino! Per questo, ti aspetterò nell’unico posto dove io possa incontrarti: nella mia vita, della quale non voglio più perdermi un solo preziosissimo istante. Come? Vivendo!

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Nozione d’amore – Appunti di un viaggio all’inverso

“Tutto era diviso. Allora, Tutto cominciò a muoversi e per farlo vibrava. Tutto era energia e Tutto prendeva la propria direzione, come fosse attratto, ma anche spinto. Tutto, in un certo senso, si cercava. Il movimento prevedeva il tempo e lo spazio. E capitava ogni tanto che ciò che vibrava alla stessa intensità di movimento s’incontrasse, così ciò che era stato diviso ricostituiva una piccola unità. In questi rarissimi casi era possibile vedere un’attrazione completarsi in una perfetta unione”.

Marina Morelli

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Infinità

RICHIAMO

Sei richiamo.

Immagine che da luoghi notturni m’insegue

 alla luce del giorno;

sogno che rispecchia il mio sogno:

forma dei miei desideri.

Marina Morelli

Prefazione di Patrizia Azzani sulla raccolta poetica di Norberto Mazzucchelli

Scrivere la Presentazione a “Rime inesplorate” è una gioiosa premura che affettuosamente assolvo per avvicinare la mente del lettore alla POESIA di Norberto Mazzucchelli, nel tentativo di non scadere in noiose impalcature che non renderebbero giustizia alla schiettezza della sua ispirazione snella. Scrivere/leggere POESIA oggi è sempre più un’avventura che rischia di essere travolta dalla contemporaneità globalizzante e rumorosa di un presente straniante che non lascia spazio alla primigenia peculiarità di ciascun individuo. Tuttavia, se il nostro tempo sembra non possedere più nulla di epico da celebrare con solenni ritmi, l’ispirazione poetica continua ad essere l’eredità inconscia di chi riesce a trasformare uno strano agglomerato di vocali e consonanti in un codice adamantino di verità. L’autore di questa raccolta di poesie porta in sé una ispirazione istintiva, quasi praticata come un oracolo, e per questo nascosta, profonda, appena sfiorata e tuttavia vigorosa, che dà origine a una architettura poetica originale, in grado di descrivere il groviglio delle vibrazioni che si sprigionano dal suo animo. Così, come se vivesse in un vettore temporale alternativo, il poeta si fa osservatore di un presente invisibile ai più, intraprendendo un viaggio introspettivo, messaggero di valori universali nella sua proposizione di simbologia archetipa. “Rime inesplorate” è una silloge di liriche su temi cari all’autore: la leggerezza, l’arte poetica, l’ansia di eternità, l’amore, la tensione religiosa, la memoria degli affetti e dei luoghi cari, il tempo presente, la felicità nelle piccole cose. L’indagine è condotta su soggetti diversi e ogni poesia si nutre di purezza e di essenzialità, immergendosi nella “parola” che al poeta piace contemplare nel gioco di trasformarla in un coacervo di emozioni e suoni. Il ricorso diffuso alla metrica e alla rima crea uno spazio magnetico che permette all’autore di perfezionare l’ispirazione originaria, attraverso un accurato e impercettibile labor limae. In questo modo l’autore riesce a restituire con rigore il significato del suo personale viaggio, schiudendo la sua POESIA alla formidabile forza CONOSCITIVA.

Patrizia Azzani

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“Rime Inesplorate” di Norberto Mazzucchelli

Cos’è la Poesia?

La poesia è l’arte di usare, per trasmettere un messaggio, integralmente il significato semantico delle parole e il suono e il ritmo che queste imprimono alle frasi; la poesia ha quindi in sé alcune qualità della musica e riesce a trasmettere emozioni e stati d’animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa. Una poesia non ha un significato necessariamente e realmente compiuto come un brano di prosa, o, meglio, il significato è solo una parte della comunicazione che avviene quando si legge o si ascolta una poesia; l’altra parte non è verbale, ma emotiva. Poiché la lingua nella poesia ha questa doppia funzione di vettore sia di significato sia di suono, di contenuto sia informativo sia emotivo, la sintassi e l’ortografia possono subire variazioni (le cosiddette licenze poetiche) se questo è utile ai fini della comunicazione complessiva.
A questi due aspetti della poesia se ne aggiunge un terzo quando una poesia, invece che letta direttamente, viene ascoltata: con il proprio linguaggio del corpo ed il modo di leggere, il lettore interpreta il testo, aggiungendo una dimensione teatrale. Questo fenomeno, insieme all’affinità con la musica, viene sfruttato per esempio nelle Lieder tedesche, poesie sotto forma di canzone.
Queste strette commistioni fra significato e suono rendono estremamente difficile tradurre una poesia in lingue diverse dall’originale, perché il suono e il ritmo originali vanno irrimediabilmente persi e devono essere sostituiti da un adattamento nella nuova lingua, che in genere è solo un’approssimazione dell’originale.
«Solo la poesia ispira poesia»
La poesia è nata prima della scrittura: le prime forme di poesia erano orali, come l’antichissimo canto a batocco dei contadini e i racconti dei cantastorie. Nei paesi anglosassoni la trasmissione orale della poesia era molto forte, e lo è ancora tutt’oggi.
Nell’età romana la poesia era quantitativa, si basava cioè sull’alternanza tra sillabe lunghe e sillabe brevi: il metro più diffuso era l’esametro. Essa doveva essere letta scandendola rigorosamente a tempo. Dopo l’XI secolo il volgare, da dialetto parlato dai ceti popolari, viene innalzato a dignità di lingua letteraria, accompagnando lo sviluppo di nuove forme di poesia. In Italia la poesia, nel periodo di Dante Alighieri si afferma come mezzo di intrattenimento letterario e assume forma prevalentemente scritta: intorno alla fine del 1200 prese piede anche la poesia burlesca.
Nel XIX secolo, con la nascita del concetto dell’arte per l’arte, la poesia si libera progressivamente dai vecchi moduli e compaiono sempre più frequentemente componimenti in versi sciolti, cioè che non seguono nessuno schema particolare e spesso non hanno nemmeno una rima.
Via via che la poesia si evolve, si libera dai suoi schemi sempre più opprimenti per poi diventare forma pura d’espressione.
Il concetto di poesia oggi è molto diverso da quello dei modelli letterari; molta della poesia italiana contemporanea non rientra nelle forme tradizionali, e il consumo letterario è molto più orientato al romanzo e in generale alla prosa, spostando la poesia verso una posizione secondaria.
Inoltre, con l’avvento di internet, dei blog, la produzione e il consumo della poesia sono aumentati notevolmente. Alcuni esperti ammirano il fatto che ogni anno 5 milioni di poesie vengono pubblicate sulla rete,in migliaia di siti di scrittura online.
Altre forme di componimento poetico oltre ai poemi sono:
La poesia didascalica, che è quella che mira a insegnare poeticamente verità utili all’uomo, comprende questi componimenti:
il poema didascalico
il poema allegorico
l’epistola
la satira
l’epigramma
la favola
epicedio
Ballata
Cinquina
Sestina

La poesia didascalica è un genere letterario che in forma di poema o di più brevi componimenti metrici (capitoli, epistole), si propone di impartire una formazione scientifica, religiosa, morale, dottrinale, etc.
Il più antico esempio è costituito dal breve poema “Le opere e i giorni di Esiodo”, risalente all’VIII secolo a.C. contenente una serie di consigli per le opere agricole delle singole stagioni. Nel poema esiodeo il poeta impartisce agli uomini consigli pratici per l’attività fondamentale in una comunità agricola.
La poesia didascalica è diffusa nella Letteratura greca negli “Antidoti di Nicandro” (II secolo a.C.) e nel secolo precedente nell’opera di Arato di Soli “I fenomeni” ed è stata ripresa dalla Letteratura latina (con il capolavoro “De rerum natura” di Lucrezio). Rientrano nel genere didascalico anche le “Georgiche” di Virgilio, composte intorno al 30 a.C.
La poesia didascalica è presente anche in maniera copiosa nella Letteratura italiana fino da Bonvesin de la Riva, Brunetto Latini e Dante Alighieri.

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Senza riparo al respiro dei sogni….

La poesia è la musica del linguaggio.
Nata prima dell’invenzione della scrittura e presente in tutte le culture di tutte le latitudini, la poesia è una forma di espressione che si fonda sulle dimensioni musicali del linguaggio – ritmi, accenti, sonorità – per trasmettere contenuti ed evocare suggestioni ed emozioni.
Il linguaggio poetico, sia nelle sue forme codificate da secoli sia in quelle più libere, è in grado di cogliere e di dare voce a esigenze profonde dell’uomo, mescolando in modo indissolubile scrittura, senso del ritmo, musicalità della parola e rivelazione di particolari significati.
Una nuova raccolta poetica sarà pubblicata dalla nostra casa editrice in questi giorni, poesie che parlano d’amore, di emozioni vere:

“Senza riparo al respiro dei sogni”

“Non è più tempo di sognare, ora è tempo di vivere. Nel nostro cuore abbiamo dipinto quadri bellissimi fatti di parole e poesie. Ora dobbiamo dare un senso a tutto questo. Io metto i colori e la tela, tu che sei maestro, la mano per dipingere.”

definitivo fronte

Tra qualche giorno potrete trovarlo e acquistarlo su:

www.leparchedizioni.com