Entusiasmo e… tanta voglia di tornare

Di ritorno dal Salone Internazionale del Libro di Torino eccoci a condividere le nostre sensazioni.

Per noi è stata la prima apparizione in questo grande contesto. Una meta che alcuni mesi fa ci sembrava impossibile, irraggiungibile, e che invece si è materializzata e ci ha regalato tantissime emozioni, grazie, soprattutto, all’appoggio di chi ci segue e crede in noi, nel nostro lavoro e nella nostra professionalità. Abbiamo respirato il profumo del mare in un oceano fatto di carta e navigato in un flusso di pensieri, tra poderose onde fatte di parole e versi che ci hanno accarezzato dolcemente salvandoci dalla deriva dell’ipocrisia… ma quello che ci ha colpito maggiormente, sin dal primo istante, è stato l’entusiasmo stampato sul volto delle persone presenti al Salone, sia espositori che visitatori, sempre sorridenti e felici, sì… adesso possiamo confermarlo, il Salone del Libro di Torino è un mondo magico dove la fantasia non ha confini, anzi va “Oltre il Confine”. Abbiamo conosciuto persone stupende che hanno arricchito il nostro bagaglio culturale e adesso… siamo già proiettati alla 31ª edizione che si svolgerà dal 10 al 14 maggio 2018.

Prefazione di Patrizia Azzani sulla raccolta poetica di Norberto Mazzucchelli

Scrivere la Presentazione a “Rime inesplorate” è una gioiosa premura che affettuosamente assolvo per avvicinare la mente del lettore alla POESIA di Norberto Mazzucchelli, nel tentativo di non scadere in noiose impalcature che non renderebbero giustizia alla schiettezza della sua ispirazione snella. Scrivere/leggere POESIA oggi è sempre più un’avventura che rischia di essere travolta dalla contemporaneità globalizzante e rumorosa di un presente straniante che non lascia spazio alla primigenia peculiarità di ciascun individuo. Tuttavia, se il nostro tempo sembra non possedere più nulla di epico da celebrare con solenni ritmi, l’ispirazione poetica continua ad essere l’eredità inconscia di chi riesce a trasformare uno strano agglomerato di vocali e consonanti in un codice adamantino di verità. L’autore di questa raccolta di poesie porta in sé una ispirazione istintiva, quasi praticata come un oracolo, e per questo nascosta, profonda, appena sfiorata e tuttavia vigorosa, che dà origine a una architettura poetica originale, in grado di descrivere il groviglio delle vibrazioni che si sprigionano dal suo animo. Così, come se vivesse in un vettore temporale alternativo, il poeta si fa osservatore di un presente invisibile ai più, intraprendendo un viaggio introspettivo, messaggero di valori universali nella sua proposizione di simbologia archetipa. “Rime inesplorate” è una silloge di liriche su temi cari all’autore: la leggerezza, l’arte poetica, l’ansia di eternità, l’amore, la tensione religiosa, la memoria degli affetti e dei luoghi cari, il tempo presente, la felicità nelle piccole cose. L’indagine è condotta su soggetti diversi e ogni poesia si nutre di purezza e di essenzialità, immergendosi nella “parola” che al poeta piace contemplare nel gioco di trasformarla in un coacervo di emozioni e suoni. Il ricorso diffuso alla metrica e alla rima crea uno spazio magnetico che permette all’autore di perfezionare l’ispirazione originaria, attraverso un accurato e impercettibile labor limae. In questo modo l’autore riesce a restituire con rigore il significato del suo personale viaggio, schiudendo la sua POESIA alla formidabile forza CONOSCITIVA.

Patrizia Azzani

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“Rime Inesplorate” di Norberto Mazzucchelli

“Rime Inesplorate” di Norberto Mazzucchelli

Prevista per il 23 gennaio la pubblicazione del libro “Rime Inesplorate” di Norberto Mazzucchelli e, di seguito, l’autore ci presenta la sua opera:

La raccolta è costituita da 47 poesie ed è suddivisa in 8 sezioni. Da un punto di vista formale, appare evidente il frequente ricorso alla rima e alla metrica (settenari, ottonari ed endecasillabi). Nella sezione “Versi per sorridere”sono presenti componimenti improntati alla leggerezza, che toccano i temi più svariati. Con “Del poetare” cerco di scandagliare pensieri, dubbi ed emozioni connessi al “vizio” di comporre versi. Nella terza sezione, affronto alcuni aspetti della mia religiosità, con sguardi rivolti al Creato, al Creatore e a Maria, non tralasciando di rappresentare le mie fragilità di credente (Il martin pescatore). Dopo le “Quartine” si incontra la sezione “In due” dedicata alle mie esperienze in ambito amoroso. Propongo poi 8 sonetti, componimenti tanto cari a Dante e Petrarca  e rivisitati nel 900 da importanti poeti quali Raboni e Zanzotto. Nella sezione “Ai miei genitori” mi misuro col tema dei ricordi, talora con la triste consapevolezza che, questi ultimi, tendono a dissolversi con eccessiva facilità (La macchina del tempo). In “Divagazioni” canto infine la donna, il bisogno di speranza, la nostra colpevole indifferenza (e assuefazione) di fronte ai drammi dei nostri giorni. La silloge si conclude con un omaggio all’uomo medio che nella sua quotidianità costituisce comunque il motore che muove la storia dell’umanità. (Nei tuoi giorni senza nome).

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Le Parche Edizioni