“Le notti bianche” di Fëdor Michajlovič Dostoevskij

“Le notti bianche”, secondo libro di Fedor Dostoevskij, è stato pubblicato nel 1848. L’opera prende il nome dal periodo dell’anno noto col nome di “notti bianche”, in cui nella Russia del nord, e quindi anche nella zona di San Pietroburgo, il sole tramonta dopo le 22. L’autore ebbe a definirlo “un romanzo sentimentale”, ma forse sarebbe più corretto definirlo una fantasia, a causa della trama piuttosto astratta. Il protagonista è un sognatore, un uomo isolato dalla realtà e incapace di intrattenere qualsiasi rapporto di amicizia. Nel corso di una passeggiata notturna incontra, sul lungofiume, una ragazza. Il suo nome è Nasten’ka, ha diciassette anni e viene colpita dal carattere timido e impacciato di lui. L’uomo inizialmente prova solo simpatia per la ragazza, ben presto però il sentimento si trasforma e prende corpo. Il racconto si articola in quattro notti, nel corso delle quali i due si aprono l’uno all’altra.

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Le notti bianche

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La vita in pezzi… Bill Martora

Giocando a scacchi s’impara a conoscere i propri limiti, ad ammettere i propri errori, a prenderne atto e a cercare di non commetterli in futuro. Sulla scacchiera non esiste la fortuna, non esistono le bugie, non ci si può rifiutare di muovere, bisogna assumersi le responsabilità delle proprie azioni, non ci si può nascondere, non si può incolpare qualcun altro. Uno dei migliori metri di misura del potere e della maturità di una persona, è quello di assumersi le proprie responsabilità. Se non credete nel fallimento, se siete pienamente consapevoli che i vostri sforzi portino al risultato sperato, non avete nulla da perdere e, anzi, tutto da guadagnare, assumendovene le responsabilità, ma dovete crederci e lottare fino in fondo, con fermezza e determinazione, con accanimento e tenacia: sì, quella combinazione di volontà e desiderio, quella forza interiore che ci spinge a superare le difficoltà e ad andare oltre i nostri limiti. Esercitiamo la tenacia ogni volta che sentiamo dentro di noi quella consapevolezza di poter raggiungere i nostri obiettivi. Esercitiamo la tenacia quando a dispetto di chi ci critica o mette in dubbio le nostre capacità perseveriamo nel portare avanti il nostro progetto. Esercitiamo la tenacia ogni volta che non accettiamo la sconfitta. Da ciò, credo che avete potuto intuire che per molti scacchisti, questo gioco è qualcosa di più che un semplice svago, è la vita.

Sulla scacchiera...

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La vita in pezzi – Metafora in bianco e nero

La vita in pezzi