Biografia di Gemma Formisano – “Tipacci da Hotel”

Piccola biografia di Gemma Formisano autrice del libro “Tipacci da Hotel”.
Gemma Formisano vive a Napoli. Nel 2013 si è laureata in Lingue, Culture e Letterature Europee con una tesi sul Romanzo Epistolare in Europa. Dopo due settimane ha iniziato a formarmi professionalmente, tramite uno stage, in un hotel 4* molto conosciuto e stimato nella sua città, facendo un percorso in salita, fino alla direzione. Lavora da 6 anni nel settore dell’ospitalità, passione scoperta per caso, culminata l’anno scorso con l’apertura di un affittacamere, che gestisce con il suo compagno, al centro storico di Napoli, “La Gemma”.

Oggi, nel silenzio più assoluto di un tranquillo pomeriggio in hotel, all’improvviso ho sentito anch’io un urlo di dolore proveniente da una camera: cuore a mille, spavento incredibile, con la paura che si trattasse dell’ennesimo brutto imprevisto da risolvere o, peggio, di rivivere la bruttissima esperienza di Arturo. Ho percorso il corridoio avvicinando l’orecchio ad ogni porta per capirne la provenienza, ma non sentivo più nulla. L’ho ripercorso da capo, ed eccolo lì di nuovo, l’urlo di dolore disumano. E in sottofondo la partita dell’Arsenal.
Quel maledetto, dopo poco è uscito dalla camera per bussare alla porta dell’amico con cui era arrivato, per poi sedersi nella hall e commentarne il risultato e le azioni: “E quindi era lei, prima, che urlava così forte? Ed era per la partita?” e lui ridendo soddisfatto mi ha risposto: “Sì, sì, ero io, che partita sofferta!”

Tratto dal libro:
“Tipacci da Hotel” di Gemma Formisano

https://www.leparchedizioni.shop/product-page/tipacci-da-hotel

“Le piccolissime tragedie” di Cecilia Lombardi

Quando le nuvole grigie corrono verso sud, grasse e spedite, l’aria è umida e il vento ci promette una vicina pioggia, lo stato d’animo si accorda con il mese di novembre, con il primo respiro fuori di casa a finestra aperta. Difficile non identificarsi con la stagione, possibile comunque cercare anche nella sofferenza della luce una parvenza di bellezza. E allora, noi che siamo nati a novembre, quando al mattino i pensieri ancora non sono troppo ingombranti e beceri, proviamo a chiudere gli occhi e sentirci vento, sbattendo come le foglie su muri e lampioni, per poi alzarci a volo di piccione ed ancora più in alto, dove il rumore non arriva e ci si può divertire a fare le capriole. Se abbiamo ancora un po’ di tempo, sullo sfondo cupo del cielo immaginiamo l’angelo di Duerer con il compasso nella mano destra, seduto a terra accanto al levriero assopito. Nonostante tutto sia a sua portata, in potenza, ancora attende. Nessuna scintilla che al momento lo sproni all’azione. Gli strumenti ai suoi piedi non prenderanno vita da soli. Magari oggi succederà qualcosa: o forse no, non è ancora il momento.

“Le piccolissime tragedie” di Cecilia Lombardi

“Vuoto mentale” di Pietro Caschi

Una nuova pubblicazione, un nuovo autore: un autore emergente come tutti quelli che pubblichiamo. Non è facile districarsi e farsi notare in questa marea di parole, di pensieri, di continue narrazioni tra il fantastico e il reale, ma la vita ci insegna che la perseveranza e la tenacia aiuta sempre gli audaci:

Il coraggio e la perseveranza possiedono un talismano magico di fronte al quale le difficoltà scompaiono e gli ostacoli svaniscono nel nulla.
(John Quincy Adams)

Passiamo a presentare il libro di Pietro Caschi “Vuoto mentale”:

“È difficile credere alle favole, prima o poi tutto svanisce e si dissolve. È difficile, quasi impossibile, ma mentre la vivi ti senti immerso totalmente tra le mura del tuo castello fatato e ti illudi che niente e nessuno possa mai scalfire la tua felicità. Ernesto Pancaldo viveva in quel castello, insieme alla sua adorata Fiorella, e tutto intorno risplendeva di un amore vero. Si erano conosciuti per caso, come succede nelle favole più belle, e il loro amore si nutriva di emozioni: niente e nessuno poteva dividerli. Ma se non vogliamo credere alle favole, dobbiamo credere all’amore, quello vero, quello che nel bene e nel male non si arrende e vive, anche se le mura di quel castello si sbriciolano, anche quando intorno c’è il vuoto.”

www.leparchedizioni.shop