Recensione per il libro di Dora Buonfino

Cristina Scarfò, che ha letto il libro “Scrivo per te” di Dora Buonfino, ha voluto lasciarci la sua personale recensione in merito e vogliamo condividerla con voi:

“Queste storie sono belle, ognuna in modo diverso. Le ho assaporate, mi sono piaciuti i finali un po’ a sorpresa. I protagonisti sono un po’ troppo fortunati, mi viene quasi da protestare che nella realtà non si è così fortunati, ma penso non si debbano leggere come storie realistiche. Se abbandono per un attimo il criterio di veridicità che tendo ad attribuire a tutto quello che leggo, e provo a leggerle come fantasie o sogni d’amore, magari immaginati dai protagonisti stessi, riesco a farmi coinvolgere senza invidiarli troppo. Sono storie che lasciano un senso di dolce-amaro: tutto dipende dalla prospettiva in cui scegliamo di porci, se vogliamo lasciarci andare a crederci oppure no. La sensazione che ho provato leggendo è stata di voler essere una di quei protagonisti. Il motivo non è semplicemente il lieto fine (vero o immaginario? La risposta ha più fascino se resta velata), che giunge come un premio alla tenacia di chi sa cosa vuole; non è solo per questo. È perché i personaggi di Dora possono essere uomini o donne, voci adolescenti o adulte, ma tutte hanno qualcosa in comune: provano sentimenti veri, autentici, che non sanno dissimulare e che proprio per questo li nobilitano. In un mondo di apparenze, loro non sanno mentire, non riescono a nascondere le emozioni, i sospiri, le vampate che li percorrono, perché in fondo non vogliono farlo. Fingere sarebbe più comodo, più rassicurante sarebbe l’inazione, ma dentro di loro c’è un istinto più saggio che sa cosa farà la loro felicità: e scelgono di lasciarsi guidare da questo impulso e rischiano di sembrare ridicoli, patetici, maniaci, avventati… di comparire nudi e inermi, con la loro semplice verità, davanti alla persona che amano. Il modo in cui si dichiarano è un piccolo atto eroico perché è un modo semplice, netto e inequivocabile di comunicare. Questi personaggi non hanno malizia, dicono esplicitamente «Guardami!»oppure «Sì, è vero, correvo per te», o a volte non dicono niente, lasciando che i gesti parlino per loro. È un modo di comunicare che mi fa pensare a quello così chiaro e preciso che ammiro nei bambini, che non hanno ancora imparato le bugie e i giri di parole dietro cui si nascondono gli adulti. È questo che rende questi personaggi così nobili ai miei occhi, e che mi fa desiderare di essere una di loro, capace della loro sincerità disarmante, che puntualmente conquista i loro amati… Anche se forse è soltanto un loro sogno.”

Cristina Scarfò, 12 ottobre 2016

Scrivo per te – Dora Buonfino

Tracce sulla sabbia…

“Ti affascinavano quelle impronte lasciate sul bagnasciuga, consumate pian piano dall’acqua che a ogni passaggio le tirava a sé con un affondo d’amore. Un donarsi che ti intrigava e che risvegliava la fantasia, stimolando i tuoi sensi…”

scrivo-per-te-dora-buonfino-finale

http://www.leparchedizioni.com/product-page/33f4193a-4005-c825-91f8-45bf354fd36d

La fame di amore è una compagna perfida, capace di spianare la strada verso mete sorprendenti che mai, a stomaco pieno, ci sogneremmo di prendere in considerazione. Eppure di solito sono percorsi utili, talvolta dolorosi, che ci aiutano a trovare una risposta, anche inconsapevole, utile a placare il bisogno di dare e ricevere amore. Uno dei percorsi più accattivanti che entra nell’immaginazione quando la solitudine ci spinge a creare mondi fantastici con il pennello del romanticismo (il mare, il bosco…) e a inventare o rivivere situazioni di abbandono, di adescamento, di tenerezza o di copulazioni selvagge, dove però, alla fine, la gioia arriva soprattutto per la gratitudine di aver condiviso con i nostri amori momenti in cui ci si è ascoltati e compresi. Il sogno o la memoria forniscono, già pronti e sfornati, ottimi complici per piangere o rallegrarci. E chissà che un giorno non ci si possa svegliare da quel torpore emozionale che fa tanto male (ma anche tanta compagnia) per scoprire che nel frattempo abbiamo lasciato andare i pesi superflui, persino l’amore come “bisogno”, senza il quale è più facile camminare verso la meta (la comprensione, l’ascolto) partendo da una prospettiva diversa.

Irene Cabiati