Regala un libro per Natale…

Perché quest’anno non regali un libro?

Un libro è un viaggio… e probabilmente questa frase l’avrai sentita milioni di volte, ma se ti è capitato nella tua vita di fare dei viaggi indimenticabili, sai a cosa mi riferisco. Quando torni, hai scoperto qualcosa in più di te stesso, che magari neanche ti piace, ma ora ti conosci meglio. Hai incontrato persone nuove, che ti hanno fatto vedere un altro modo di essere e di vivere. Provato emozioni, anche forti, attraverso i protagonisti. Un’esperienza vera e propria…


I libri sono ponti ostinati: uniscono, creano legami.
(Giuseppe Avigliano)

Noi ti consigliamo di “sbirciare” tra i libri che pubblichiamo, di approfondire i temi proposti e trovare quello giusto da regalare alle persone che ami… https://www.leparchedizioni.com/shop

Stefano ha ventotto anni e vive a Sant’Anastasia, un paese in provincia di Napoli ai piedi del monte Somma. È una personalità speciale, anche se lui si definisce un coglione, con un futuro non proprio roseo e poca volontà di riscatto. Nato con la “camicia”, per un grave errore fatto dieci anni prima si ritrova adesso a doversi dividere dall’essere sarto di mattina e batterista di sera. Vive con Piermatteo, un grande amico che sarà il suo ironico angelo custode. Si innamorerà ed avrà una strana ma intensa storia d’amore con Claudia, una insegnante di ventuno anni più grande, che lo porterà in poco tempo a cambiare, credere di più in se stesso…

Se c’è un elemento che più di ogni altro segna malinconicamente la vita di molti esseri umani, questo è il rimpianto, ossia il ricordo, spesso struggente, di occasioni mancate o di cose e persone perdute. Tino Sicca, protagonista del romanzo, mostra l’intelligenza e l’umiltà di vivere con attenzione l’occasione che si presenta e a suo modo conquista una meritata serenità. Accade lo stesso a Laura, che riesce coraggiosamente a curare le ferite che la vita le ha inferto e a mettere al riparo le sue aspirazioni e i suoi sentimenti…

Tutto quello che, generalmente, si conosce sulla festa di Piedigrotta deriva da un’immensa letteratura. Si può dire che, dal ‘600, fino quasi ai giorni nostri, non c’è stato storico, viaggiatore o cronista che, scrivendo della città di Napoli, non abbia lasciato una qualche notizia, o osservazione, su quell’evento. Testimonianze che risultano presenti in un numero incalcolabile di ricordi di viaggio, storie e opuscoli sulla canzone napoletana, opere specifiche, descrizioni, considerazioni e articoli di giornale. Dai più antichi documenti storici finora pervenuti, si evince che il Santuario mariano, principale luogo della festa, sarebbe stato mèta di pellegrinaggio dei sovrani di Napoli fin dall’epoca angioina.

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Entusiasmo e… tanta voglia di tornare

Di ritorno dal Salone Internazionale del Libro di Torino eccoci a condividere le nostre sensazioni.

Per noi è stata la prima apparizione in questo grande contesto. Una meta che alcuni mesi fa ci sembrava impossibile, irraggiungibile, e che invece si è materializzata e ci ha regalato tantissime emozioni, grazie, soprattutto, all’appoggio di chi ci segue e crede in noi, nel nostro lavoro e nella nostra professionalità. Abbiamo respirato il profumo del mare in un oceano fatto di carta e navigato in un flusso di pensieri, tra poderose onde fatte di parole e versi che ci hanno accarezzato dolcemente salvandoci dalla deriva dell’ipocrisia… ma quello che ci ha colpito maggiormente, sin dal primo istante, è stato l’entusiasmo stampato sul volto delle persone presenti al Salone, sia espositori che visitatori, sempre sorridenti e felici, sì… adesso possiamo confermarlo, il Salone del Libro di Torino è un mondo magico dove la fantasia non ha confini, anzi va “Oltre il Confine”. Abbiamo conosciuto persone stupende che hanno arricchito il nostro bagaglio culturale e adesso… siamo già proiettati alla 31ª edizione che si svolgerà dal 10 al 14 maggio 2018.

La vita in pezzi… Bill Martora

Giocando a scacchi s’impara a conoscere i propri limiti, ad ammettere i propri errori, a prenderne atto e a cercare di non commetterli in futuro. Sulla scacchiera non esiste la fortuna, non esistono le bugie, non ci si può rifiutare di muovere, bisogna assumersi le responsabilità delle proprie azioni, non ci si può nascondere, non si può incolpare qualcun altro. Uno dei migliori metri di misura del potere e della maturità di una persona, è quello di assumersi le proprie responsabilità. Se non credete nel fallimento, se siete pienamente consapevoli che i vostri sforzi portino al risultato sperato, non avete nulla da perdere e, anzi, tutto da guadagnare, assumendovene le responsabilità, ma dovete crederci e lottare fino in fondo, con fermezza e determinazione, con accanimento e tenacia: sì, quella combinazione di volontà e desiderio, quella forza interiore che ci spinge a superare le difficoltà e ad andare oltre i nostri limiti. Esercitiamo la tenacia ogni volta che sentiamo dentro di noi quella consapevolezza di poter raggiungere i nostri obiettivi. Esercitiamo la tenacia quando a dispetto di chi ci critica o mette in dubbio le nostre capacità perseveriamo nel portare avanti il nostro progetto. Esercitiamo la tenacia ogni volta che non accettiamo la sconfitta. Da ciò, credo che avete potuto intuire che per molti scacchisti, questo gioco è qualcosa di più che un semplice svago, è la vita.

Sulla scacchiera...

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La vita in pezzi – Metafora in bianco e nero

La vita in pezzi

Presentazione del libro “Le mie pagliuzze” ad Avellino

Giovedì 4 maggio 2017, alle ore 17, nelle sale della Villa Amendola di Avellino, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e della Biblioteca Comunale “Nunzia Festa”, sarà presentato il libro #Lemiepagliuzze di Dora Buonfino. Partecipano all’evento “Incontri con L’Autore“, l’Assessore alla Cultura del Comune di Avellino Bruno Gambardella, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Avellino Fabio Benigni, la Responsabile CADMA “Antonella Russo” Maria Rosaria Famoso e la Psicologa e Psicoterapeuta Marianna Patricelli.

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Evento in programma

La Voce… e l’Infinità

La Voce…

“Oltre l’errore, il superamento.”

Allora, mi dico che, se sotto il cielo siamo soggetti al tempo delle stelle, per non sbagliarmi devo affidarmi al fato e alla simpatia di cui si serve qui, che se noi due siamo fatti della stessa pasta stiamo vibrando alla medesima intensità di movimento e che tutto ciò, attraendoci l’uno verso l’altro, se riusciremo a superare le distanze, gli ostacoli e i pericoli, determinerà il nostro incontro in modo apparentemente casuale: senza che io ci metta lo zampino! Per questo, ti aspetterò nell’unico posto dove io possa incontrarti: nella mia vita, della quale non voglio più perdermi un solo preziosissimo istante. Come? Vivendo!

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Nozione d’amore – Appunti di un viaggio all’inverso

“Tutto era diviso. Allora, Tutto cominciò a muoversi e per farlo vibrava. Tutto era energia e Tutto prendeva la propria direzione, come fosse attratto, ma anche spinto. Tutto, in un certo senso, si cercava. Il movimento prevedeva il tempo e lo spazio. E capitava ogni tanto che ciò che vibrava alla stessa intensità di movimento s’incontrasse, così ciò che era stato diviso ricostituiva una piccola unità. In questi rarissimi casi era possibile vedere un’attrazione completarsi in una perfetta unione”.

Marina Morelli

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Infinità

RICHIAMO

Sei richiamo.

Immagine che da luoghi notturni m’insegue

 alla luce del giorno;

sogno che rispecchia il mio sogno:

forma dei miei desideri.

Marina Morelli

L’abuso su minori

È possibile definire l’abuso sessuale in modi molto diversi. Una definizione generale soddisfacente può essere quella che fornisce Montecchi (1994):

«Il coinvolgimento di soggetti immaturi e dipendenti in attività sessuali, soggetti a cui manca la consapevolezza delle proprie azioni nonché la possibilità di scegliere. Rientrano nell’abuso anche le attività sessuali realizzate in violazione dei tabù sociali sui ruoli familiari pur con l’accettazione del minore.»

Da questa definizione si deduce che l’abuso sessuale non è certamente un’attività che comporti necessariamente l’atto della penetrazione. L’aspetto fondamentale, invece, è quello rappresentato dalla condizione della vittima, impossibilitata a scegliere o a comprendere correttamente quello che sta accadendo o che viene proposto. Nel caso di un abuso sessuale intrafamiliare, quindi, si è in presenza di un abuso sessuale quando la persona coinvolta nella relazione sessualizzata non è in grado di cogliere il profondo significato di quanto viene effettuato su di lei, oppure le conseguenze reali e durature a cui può portare. Si parla di abuso sessuale anche nei casi in cui la persona non viene mai fisicamente toccata, ma viene esposta alla visione o all’ascolto di vicende a contenuto sessuale non pertinenti all’età o alla relazione con l’abusante. Nei casi più evidenti e cruenti la persona che subisce un abuso sessuale è posta nell’impossibilità di agire liberamente mentre viene posta all’interno di una relazione sessualizzata, per esempio attraverso minacce o l’impiego della forza fisica. A causa dell’origine della molestia, l’abuso sessuale intrafamiliare produce, in linea di massima, effetti più gravi di quelli prodotti da abusi avvenuti all’esterno del nucleo familiare. La maggior parte degli abusi sessuali intrafamiliari viene effettuata dai padri, in secondo luogo dai conviventi nel nucleo familiare (nonni, zii, patrigni, ecc,) e, in percentuale molto minore, dalle madri (circa il 7% dei casi). La ricerca clinica indica che un abuso sessuale intrafamiliare può produrre i danni più gravi soprattutto quando sono presenti le seguenti caratteristiche

  • un legame intenso con la persona che effettua l’abuso;

  • una lunga durata dell’abuso;

  • l’abuso resta nascosto o non viene riconosciuto dall’ambiente familiare;

  • la persona abusata non è in grado di parlare dell’accaduto

  • la persona abusata è ancora un bambino.

L’abuso sessuale, specialmente se intrafamiliare, può certamente dare origine a molti problemi psicologici, anche di lunga durata e di difficile risoluzione spontanea nel corso della vita.

Il 15 marzo sarà pubblicato il romanzo di Dora Buonfino, “Le mie pagliuzze”:

Le mie pagliuzze finale

A cinque anni è stata violata la sua libertà di crescere. Vive cercando un modo per tenere lontano chi richiede da lei attenzioni troppo grandi per una bambina. Non sa di essere vittima, non sa di avere il diritto di dire no all’abuso. Può contare solo su se stessa e sulla sua forza di volontà. Una volontà che non la abbandona, che alimenta la ricerca continua di risposte e soluzioni e che la porterà a comprendere se stessa.