Nuovi autori in arrivo…

Il Buon Lettore aspetta le vacanze con impazienza. Ha rimandato alle settimane che passerà in una solitaria località marina o montana un certo numero di letture che gli stanno a cuore e già pregusta la gioia delle sieste all’ombra, il fruscio delle pagine, l’abbandono al fascino d’altri mondi trasmesso dalle fitte righe dei capitoli.

Italo Calvino

Prossimamente nel nostro catalogo il libro di

Marco Giri “I capelli del diavolo” e

“Cinque personaggi mistici” di Beatrice Roncalli.

“Una nuova primavera” di Chiara Verdicchio

“Anche le peggiori tempeste hanno alle spalle un meraviglioso arcobaleno”

Una nuova Primavera è una raccolta poetica in cui i sogni divengono velieri che solcano il mare, un potente mezzo di cambiamento per dirigere e governare il flusso eterno dell’esistere, per “donare speranza ad un cuore bramoso d’amore”. Una raccolta poetica con una copertina delicata ed elegante, come le singole poesie che ne formano la raccolta. Il volume si presenta in modo grazioso e ben curato, un piccolo libricino da portare con sé ed al bisogno deliziarsi con una dolce poesia. L’autrice in sole 94 pagine ha saputo decantare in modo delicato e speranzoso diverse emozioni e tematiche, come l’amore per la sua bellissima Napoli, l’amore per la vita, per la poesia, per il mare, e per tutto ciò che le suscita un’emozione. La raccolta è suddivisa in una prima e seconda parte.
a prima parte si concentra principalmente sui sentimenti e le emozioni, mentre nella seconda parte si percepiscono dei versi di rinascita, di speranza, un inno al futuro a quello che verrà.
Una nuova primavera è quello che tutti noi ci auguriamo dopo un lungo inverno travagliato. Una raccolta di poesie che fin dal suo titolo si cala perfettamente nella realtà che stiamo vivendo.

Una nuova primavera

“Una nuova primavera” – Raccolta poetica di Chiara Verdicchio

La poesia è musica, un ritmo armonioso che unisce parole e suoni per trasmettere un messaggio, per dare voce a sentimenti assoluti e universali che nascono dall’anima e sfociano “nel mare immenso della vita”. I versi di Chiara Verdicchio sono limpidi e precisi, quasi fossero scolpiti, e trovano un perfetto equilibrio tra il ricordo e la narrazione vitale di “un racconto col finale tutto da inventare”, tra “una gracile promessa” e “un grande campo di girasoli”. Sofferenza e conforto si scontrano in questi versi, che l’autrice raffigura usando colori tenui ed emozionali, materializzandosi improvvisamente nel desiderio di cambiamento “per gridare al mondo che anche le peggiori tempeste hanno alle spalle un meraviglioso arcobaleno”.

Una nuova primavera” è una raccolta poetica in cui i sogni divengono velieri che solcano il mare, un potente mezzo di cambiamento per dirigere e governare il flusso eterno dell’esistere, per “donare speranza ad un cuore bramoso d’amore“.

Una nuova primavera

La poesia di Chiara Verdicchio

Venerdì 6 marzo, alla libreria “Hamletica Libri” di Maddaloni (CE), presentazione della raccolta poetica “Una nuova primavera” di Chiara Verdicchio.

La poesia è musica, un ritmo armonioso che unisce parole e suoni per trasmettere un messaggio… All’evento ascolteremo parole e suoni dal libro di @chiaraverdicchio
Libreria #hamleticalibri a Maddaloni (CE).

Come nasce la poesia


Quando penserai
di non aver nulla
da raccontare,
guardati dentro
e viaggia attraverso
te stesso:
troverai un mondo
sommerso
e sentirai,
dal profondo,
il bisogno di
riportarlo alla luce:
è così che nasce
la poesia.

“Una nuova primavera”

“Una nuova primavera” – Raccolta poetica di Chiara Verdicchio

La poesia è musica, un ritmo armonioso che unisce parole e suoni per trasmettere un messaggio, per dare voce a sentimenti assoluti e universali che nascono dall’anima e sfociano “nel mare immenso della vita”. I versi di Chiara Verdicchio sono limpidi e precisi, quasi fossero scolpiti, e trovano un perfetto equilibrio tra il ricordo e la narrazione vitale di “un racconto col finale tutto da inventare”, tra “una gracile promessa” e “un grande campo di girasoli”. Sofferenza e conforto si scontrano in questi versi, che l’autrice raffigura usando colori tenui ed emozionali, materializzandosi improvvisamente nel desiderio di cambiamento “per gridare al mondo che anche le peggiori tempeste hanno alle spalle un meraviglioso arcobaleno”.

Una nuova primavera” è una raccolta poetica in cui i sogni divengono velieri che solcano il mare, un potente mezzo di cambiamento per dirigere e governare il flusso eterno dell’esistere, per “donare speranza ad un cuore bramoso d’amore“.

Regala un libro per Natale…

Perché quest’anno non regali un libro?

Un libro è un viaggio… e probabilmente questa frase l’avrai sentita milioni di volte, ma se ti è capitato nella tua vita di fare dei viaggi indimenticabili, sai a cosa mi riferisco. Quando torni, hai scoperto qualcosa in più di te stesso, che magari neanche ti piace, ma ora ti conosci meglio. Hai incontrato persone nuove, che ti hanno fatto vedere un altro modo di essere e di vivere. Provato emozioni, anche forti, attraverso i protagonisti. Un’esperienza vera e propria…


I libri sono ponti ostinati: uniscono, creano legami.
(Giuseppe Avigliano)

Noi ti consigliamo di “sbirciare” tra i libri che pubblichiamo, di approfondire i temi proposti e trovare quello giusto da regalare alle persone che ami… https://www.leparchedizioni.com/shop

Stefano ha ventotto anni e vive a Sant’Anastasia, un paese in provincia di Napoli ai piedi del monte Somma. È una personalità speciale, anche se lui si definisce un coglione, con un futuro non proprio roseo e poca volontà di riscatto. Nato con la “camicia”, per un grave errore fatto dieci anni prima si ritrova adesso a doversi dividere dall’essere sarto di mattina e batterista di sera. Vive con Piermatteo, un grande amico che sarà il suo ironico angelo custode. Si innamorerà ed avrà una strana ma intensa storia d’amore con Claudia, una insegnante di ventuno anni più grande, che lo porterà in poco tempo a cambiare, credere di più in se stesso…

Se c’è un elemento che più di ogni altro segna malinconicamente la vita di molti esseri umani, questo è il rimpianto, ossia il ricordo, spesso struggente, di occasioni mancate o di cose e persone perdute. Tino Sicca, protagonista del romanzo, mostra l’intelligenza e l’umiltà di vivere con attenzione l’occasione che si presenta e a suo modo conquista una meritata serenità. Accade lo stesso a Laura, che riesce coraggiosamente a curare le ferite che la vita le ha inferto e a mettere al riparo le sue aspirazioni e i suoi sentimenti…

Tutto quello che, generalmente, si conosce sulla festa di Piedigrotta deriva da un’immensa letteratura. Si può dire che, dal ‘600, fino quasi ai giorni nostri, non c’è stato storico, viaggiatore o cronista che, scrivendo della città di Napoli, non abbia lasciato una qualche notizia, o osservazione, su quell’evento. Testimonianze che risultano presenti in un numero incalcolabile di ricordi di viaggio, storie e opuscoli sulla canzone napoletana, opere specifiche, descrizioni, considerazioni e articoli di giornale. Dai più antichi documenti storici finora pervenuti, si evince che il Santuario mariano, principale luogo della festa, sarebbe stato mèta di pellegrinaggio dei sovrani di Napoli fin dall’epoca angioina.

E tanti altri ancora… https://www.leparchedizioni.com/shop

Riflessioni di uno spaventapasseri

Dal libro “Giudizio Universale” di #GiovanniCarullo”, vi facciamo leggere un breve stralcio del capitolo “Riflessioni di uno spaventapasseri”:

“Oggi il vento è più strano del solito. La colomba che oggi si è posata sul mio capo mi ha dato il dono dell’intelletto, “ora sei vivo” mi ha detto, eppure non mi batte il cuore ne respiro, però… penso; non sono niente in particolare, solo qualcosa di particolare. Io sono un dispetto verso tutti coloro che non riescono a compiere un pensiero che non sia di una semplicità allucinante, dunque tu uomo e tu donna che non contribuite allo sviluppo dell’umanità, siate consapevoli che questo pezzo di paglia e stracci è più importante di voi e che sicuramente la vostra vita, ma forse non la vostra prole, è necessaria quanto una lampadina sul sole. Probabilmente nessuno udirà queste parole ma sono sicuro che in qualche modo, echeggiando nell’aria, arriveranno alle orecchie degli interessati poiché so che se posso pensare è solo perché a qualcuno potrebbe servire il mio pensiero. Un solo particolare mi sfugge, ovvero perché (nonostante io sia nato non più di due minuti fa) mi è già impresso nella mente tutto lo scibile umano dalle origini, e seppur riesco a vedere il futuro esso è cieco da qualche minuto a questa parte, ma d’altronde se non mi è dato sapere ci sarà un motivo. Ho il privilegio di conoscere la destra e la sinistra di ogni cosa e analizzare tutte le opinioni, è d’uopo quindi che io mi dedichi ai grandi quesiti che come cagne rabbiose hanno morso il collo a uomini di mille tempi così da medicare le profonde ferite causate dall’ignoranza. Il male è sempre esistito in mille forme ma le più importanti e catastrofiche sono recenti, proprio perché hanno avuto il tempo e il modo di svilupparsi fino al punto di essere abbastanza pericolose da cancellare ciò che migliaia di anni di evoluzione hanno reso quasi perfetto…”

Giudizio Universale 3D

“Giudizio Universale” di Giovanni Carullo

Conosciamo l’autore del libro “Giudizio Universale”

L’autore, Giovanni Carullo, parla del suo libro, “Giudizio Universale”:

“La vita mi ha riservato molteplici colpi di scena in questi primi anni della mia vita, con risonanze sempre diverse e dal risultato incostante. Ho visto persone spezzarsi per molto meno di nulla rispetto ai miei trascorsi e sapere di essere stato capace di superarli è tanto piacevole quanto spronante. Amo scrivere dalla tenera età e spesso mi accorgo di come, nonostante il mio registro linguistico si sia profondamente evoluto, molti aspetti del mio pensiero siano molto più simili a quelli di un ingenuo e disinibito bambino piuttosto che a quelli di un ragazzo. L’umanità ha, da sempre, preso spunto da ciò che lo circonda per rendere ciò che lo circonda qualcosa da qui prendere spunto; atti, gesti, parole e sensazioni, anche di quella che può sembrare la natura più effimera, spesso sono determinanti per cambiare la storia e la vita delle persone e questo libro non è altro che questo, ovvero un insieme di momenti sottili e casuali che hanno reso il mio pensiero, e le persone che lo influenzavano, qualcosa di più grande. L’ordine e il caos sono le componenti più antiche e profonde degli strati del creato e, come tali, regolano indissolubilmente i meccanismi della natura e le sue manifestazioni, tuttavia nonostante questo equilibrio ci mostri la realtà delle cose come uno specchio sulla verità, incontestabile e chiara, l’uomo dal basso della sua esistenza ha creato dei fittizi alter ego chiamati bene e male, giusto e sbagliato, cercando di sintetizzare ed adattare alle necessità umane due cose tanto distanti quanto complementari per renderle alla sua portata. L’uomo ha esaltato l’ordine con le leggi e il caos con le pene, come se l’uno potesse prevalere sull’altro in ordine di giustizia, creando così delle zattere chiamate politica e religione  che gli permettessero di non annegare nel burrascoso e torbido mare della realtà. La guerra, la follia, le regole e i costrutti sono finalizzati al raggiungimento di una pace stabile se non addirittura eterna, mera illusione di un essere che tenta di dare degli argini alle indomabili e incomprensibili acque del cosmo.  Alcuni movimenti credono di poter risvegliare antiche forze, semplicemente ribaltando quelle attuali, convinti di poter purificare il mondo con qualcosa di sozzo come la guerra e di poter equilibrare l’inequilibrabile. Questi confidavano fermamente nel potere del progresso e nelle forze motrici della guerra. Con tutte le nostre forze abbiamo provato a dare un ordine alla vita tramite le leggi ma nulla ci ha portati davvero alla pace, ci sono stati molti regimi e molti sistemi politici, ma essendo essi comunque governati dall’uomo, è sciocco credere che dopo migliaia di anni di fallimentari tentativi si possa arrivare realmente ad un processo etico definitivo. Ebbene cosa siamo noi se non una macchia sul nostro pianeta come quella di sugo su una camicia, insistente e resistente finché il mondo non trova il modo di farci sparire. Come rendere dunque questa macchia incancellabile e soprattutto, avete mai visto voi una macchia che tenta di cancellarsi da sola? La risposta è la sfida, sfidare il mondo, sfidare lo spazio, sfidare il tempo e persino noi stessi perché l’equilibrio tra l’ordine e il caos è etereo, ma non eterno, e l’unico modo che ha il sole per sorgere è quello di sfidare il buio delle tenebre fin dove, e oltre, l’occhio riesce a cogliere la sua essenza, e così la notte fa altrettanto ancora, ancora e ancora. Solo dando a tutto un tempo riusciremo a capire il rapporto tra il momento e l’eternità. La Divina Commedia, e l’opera dantesca in generale, è sempre stata fonte d’ispirazione nonostante il mio fermo e radicato agnosticismo, infatti è proprio l’analisi di queste credenze ed ideologie, da esterno scettico e disinteressato, che mi ha permesso di creare e sintetizzare una linea di pensiero personale e sotto molti aspetti provocatoria. Bibbia, Corano, Torah e qualsiasi altro testo “sacro”, sono enunciazioni tramite le quali l’uomo ha incatenato se stesso a un muro d’ignoranza e restrizioni dal potere magnetico, saturi di una pericolosità colossale. Spero vivamente che nessuno sentasi offeso dalle parole che leggerà poiché il mio volere non è necessariamente quello di criticare Dio o qualsiasi altra entità in cui voi riversate le vostre paure e convinzioni, bensì vorrei spingere, chiunque lo legge, a riflettere maggiormente con la propria mente poiché è questa la vera forza che “in principio” creò l’uomo e la donna e, talvolta, tutte le altre sfumature. Pur se può rivelarsi insolito, rivolgo uno speciale ringraziamento alla vita, a ciò che ho visto e capito in questi brevi ed eterni diciannove anni, ringrazio tutte le persone che mi hanno fatto del male e tutti i momenti brutti che sono stato costretto a vivere perché se riesci a sopravvivere, quando ti forzano a tenere la testa sott’acqua tutto questo tempo, poi impari a non annegare, nonostante tutto. Ogni pagina del “Giudizio Universale” riassume qualche attimo della mia e di molte altre vite, le mie paure, le mie insicurezze, i miei tormenti, i miei ricordi, i miei rimpianti, le mie malinconie e soprattutto la gioia di aver vissuto tutto questo riuscendo ancora a sorridere guardando un bimbo che mette le dita del naso. Arrivate dunque voi alla vostra conclusione poiché io vi propongo, ma non impongo, le mie, anche perché per quanto mi riguarda, come affermava il filosofo tedesco Friedrich Wilhelm Nietzsche “Gott ist tot”, Dio è morto”.

Giudizio Universale copertina 1

Giovanni Carullo – Giudizio Universale

Biografia di Giovanni Carullo:

Giovanni Carullo nasce a Pozzuoli, in provincia di Napoli, il 3 maggio 1998, primogenito e unigenito di una modesta famiglia puteolana. Sin da piccolo dimostra vivo e sincero interesse per il mondo dell’arte e in particolare per il teatro e la letteratura. All’età di sei anni cominciò a frequentare la scuola Savino Vitagliano che cambiò però sede a causa del crollo improvviso del soffitto e le condizioni cedevoli dell’intera struttura, meno fortunata fu anche la seconda sede che aveva la fama di avere maestre violente e inadatte al loro compito. Conseguito, successivamente, il diploma delle scuole medie alla Giacinto Diano nella sezione E, (sezione musicale), cominciò il suo percorso verso la maturità presso quella che per lui sarà la più importante e determinante delle tre strutture statali preposte alla formazione culturale e sociale degli studenti, ovvero l’Istituto Magistrale Statale Virgilio di Pozzuoli, indirizzo economico-sociale, che ha reso pratiche le sue capacità letterali, teatrali e umanistiche fino al superamento dell’esame di stato e quindi alla maturità. “Giudizio Universale” è il suo esordio letterario.

13 libri da leggere sotto l’ombrellone

Tra un cocktail al tramonto, una playlist musicale e un tuffo al mare, trova anche il tempo per leggere…

Le Parche Edizioni

Libri sotto l'ombrellone

“Giudizio Universale” di Giovanni Carullo

Prossimamente, novità molto interessante di questo mese, pubblicheremo il libro di Giovanni Carullo, “Giudizio Universale“, e vi facciamo leggere una parte della prefazione, scritta da Rita Gemma Petrarca, per introdurvi al tema:

La creazione, minuziosamente narrata dall’autore, parte dalla discesa agli inferi dellInferno dantesco, per incontrare la debolezza di Dante, in un incipit particolarmente infuocato. Tutto comincia da qui, vestendo i panni dell’Occhio Universale Virgiliano. È qui che ha inizio il difficile viaggio introspettivo dell’autore, partire dalla debolezza del peccato, dalla vanità di Lucifero, e cercare a tutti i costi di non essere subordinato; cercare quella perfezione che solo Dio può avere e che l’uomo cerca di rincorrere, con tutti i suoi mezzi. Viaggio che, al giovane autore e poeta, attraverso stadi di elevazione lo porta a superare le difficoltà e la sofferenza, verso la crescita personale, libera da condizionamenti e convenzioni, per riuscire a stare bene con se stesso e proiettarsi attraverso la ricerca dell’Armonia, con la consapevolezza di operare il cambiamento e il ribaltamento degli stati tossici e delle contaminazioni ambientali. Un viaggio, per assurgere al riscatto della propria identità personale.

“Là, dove le stelle smettono di esistere, c’è chi è più grande anche di Dio…”

Recitano i versi dell’autore, è lì che s’incontrano il Tempo e lo Spazio e dove si prefigura la terza dimensione: quella Umana. È qui, la profondità della sua incessante ricerca verso la Genesi del Creato. La forza energica dell’Io, spiega come Dio fosse preoccupato e molto addolorato che i suoi stessi figli fossero destinati a tali cipigli.

Stei per chiedere al maestro con timore

cosa le fosse stato quel tremore…

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La lugubre figura di Acerbugna

e il potere e li sostegni mi fu tardo…

La forza di Dio, con la sua sapienza, con l’amore, di cui empio è il suo cuore, porta alla salvezza del Creato e delle creature degne. L’ode a Dio, che l’autore aspetta di incontrare e che incontra alla fine del suo viaggio in un abbraccio paterno, dove l’angelo ribelle è finalmente stretto nelle gabbiachele e l’angelo donna, Acerbugna, finalmente viene a se riportato, lo induce a fare la sua acuta riflessione:

“Meglio sentirsi soli davvero, che soli in compagnia…”

Volare con l’intelletto è la massima aspirazione della libertà umana.

Intanto la storia ripete il suo canto,

l’ego rimane, cambia solo il manto.

Il sogno dell’infanzia è caduto,

il cuore degli uomini è diventato muto.

Rita Gemma Petrarca

Giudizio Universale copertina 1