“Chiedilo alla Luna” di Lisa La Rocca

“Chiedilo alla Luna” è il risultato di cinque anni più o meno intensi della mia vita, accomunati tutti da un unico principio: l’essere veri in ogni circostanza. Ci vuole coraggio nel mettere per iscritto ciò che si sente dentro e farlo senza alcun filtro, perché a volte nascondersi dietro frasi che non ci appartengono ci fa sentire più protetti, meno vulnerabili. In assenza di un interlocutore reale, al quale rivolgere i miei pensieri, la notte è diventata il mio velo con cui mi sento e mi son sentita protetta, in pace. “Chiedilo alla Luna” segna il mio processo di crescita personale attraverso la scrittura, che inizialmente si presenta acerba, scandita da quattro fasi lunari. Così come la luna diviene man mano più luminosa durante il suo ciclo, il mio modo di scrivere acquisisce maturità mediante l’applicazione di scelte stilistiche che delineano, ulteriormente, il contenuto, la forma e lo spessore delle emozioni che gli aforismi stessi racchiudono. È una raccolta di aforismi e pensieri adatta alla lettura di ragazzi e adulti, un’immersione nei miei stati d’animo nei quali spero possiate immedesimarvi… Lisa La Rocca

In uscita nei prossimi giorni…

“Chela” romanzo di Nicoletta Fiori

Chela è una donna senza bussola, senza senso dell’orientamento, senza mappe. Chela a volte rimane immobile per tempi lunghissimi in un posto che non le piace, senza sapere il perché. A volte corre all’impazzata per sfuggire dall’ombra, per poi gettarsi nel buio pesto. Chela ama la vita, ma ha paura di non essere ricambiata. Chela ha deciso di raccontare la sua storia affinché le pagine di un libro la delimitassero e la rendessero meno scompaginata.

Nicoletta Fiori è nata a Torino il 12 marzo 1974. Vive a Torino ed è insegnante di inglese e traduttrice. Ha due figlie, un cane, una laurea in Tourism Management conseguita in Olanda. Adora leggere, scrivere, sciare, la natura, ballare e viaggiare. Ha scritto vari racconti e vinto il secondo premio per uno di essi alla Fiera del Libro di Orbassano nel 2006, oltre ad altri riconoscimenti minori. Ha redatto una grammatica e varie dispense per lo studio della lingua inglese. Questo è il suo primo romanzo.

“A settembre avevamo trovato lavoro in un help desk, in un paese della cintura di Torino. Avevo accompagnato Alex ad un colloquio per fargli da interprete e avevano assunto anche me. Serviva personale che parlasse bene le lingue e che fosse appassionato di computer. Era un lavoro estremamente discordante con la mia natura, non trovavo un senso ai protocolli e alle procedure che ci avevano spiegato nei primi giorni di formazione e l’entusiasmo con cui lo avevano fatto mi metteva di pessimo umore. Avevo accettato perché in quel momento non avevo alternative e non scorgevo altrove la possibilità di scegliere. Da quando ero tornata in Italia, avevo ripreso i contatti con tanti vecchi amici che avevo conosciuto tramite Filippo. Mi avevano perdonato per quello che ai loro occhi gli avevo fatto, era stato per il meglio ed ora lui era molto più felice che con me. Ogni volta che mi offrivano quel boccone così amaro mi sentivo obbligata a inghiottirlo…”

“I capelli del diavolo” di Marco Giri

Recensione di Luigia Chianese

https://www.librieopinioni.com/search/label/Marco%20Giri

È un’opera leggera senza troppe pretese, una lettura veloce e rilassante che in misura originale, e forse eccessiva, ridicolizza un po’ la società ricca e borghese attraverso l’ossessione del sesso. È piacevole da leggere, o per lo meno a me ha portato allegria, è un romanzo d’esordio, può sembrare contorto all’inizio ma non lo è, ha una logica bene precisa, ci sono sfumature che legano tutti i capitoli anche se non consecutivamente, è uno spassoso e macabro intreccio di vicende ed è originale il modo che hanno i personaggi nel destreggiarsi tra l’ eterno conflitto tra bene e male attraverso il sesso e i pregiudizi. Quando leggete questo libro pensate di vedere un film dove ci sono vari episodi e spezzoni tutti legati da un sottile filo conduttore, prima o poi arriverà la fine e il filo sarà tirato, immaginatelo come una serie tv ad episodi. Un consiglio, se non avete buonissima memoria leggetelo tutto d’un fiato per non perdere il filo conduttore, altrimenti vi sembrerà veramente slegato e contorto un po’ come perdere le puntate di una serie televisiva. Non desidero dirvi nulla di preciso sul finale ma vi assicuro che è tra le parti più sfiziose e attraenti del libro e sono anche quelle scritte meglio. Vi divertirete a leggerlo. Buona Lettura.

“Le piccolissime tragedie” di Cecilia Lombardi

Fare spazio, togliere il vecchio per far entrare il nuovo. Colori nuovi, aria nuova, pensieri nuovi. Comunque finisce per mettersi il solito maglione verde scuro a collo alto e la gonna lunga marrone. Però, rispetto a quanto prima formulato, si mette gli stivali col tacco e la collana di lana cotta, coloratissima, che le ha regalato la figlia. Ha messo troppo tempo a decidersi, perché è già tardi: torna in bagno ad asciugarsi i capelli e darsi un filo di ombretto, poi giaccone nero, borsa, salutare famiglia e ricevere tre risposte a bocca piena, correre alla macchina. Buona serata mondo. Chissà cosa starà facendo il cercatore di case a quest’ora. Certo che il nome glielo poteva chiedere…

“Le piccolissime tragedie” di Cecilia Lombardi

Le piccolissime tragedie

Piccola biografia di Cecilia Lombardi.

Pratese di nascita, si è trasferita qualche anno fa in provincia di Arezzo, dove divide il tetto con la sua famiglia ed un numero considerevole di animali da compagnia. Affascinata da tutto quello che ancora non conosce, si imbatte spesso in situazioni dalla gestibilità complessa che comunque, a suo dire, hanno il loro motivo di presentarsi davanti al suo percorso. Vive volentieri di parole, ma anche di formaggio, miele e vini rossi strutturati. Questo è il suo primo romanzo.

“CHELA” di Nicoletta Fiori

In uscita a febbraio il romanzo d’esordio di Nicoletta Fiori: “CHELA”

È la memoria di uno spirito libero che ama incondizionatamente e che per meritare amore e pace rinuncia troppo sovente alla propria persona, per compiacere, per non perdere gli altri. Gli altri, oltre alla cerchia della famiglia e gli amici più stretti, sono una folla oceanica di conoscenze, di anni o di minuti, con cui sostenere conversazioni di poco impegno, tirar tardi ad ogni costo, riempire vuoti che paiono incolmabili: figure che con le loro proiezioni aiutano poco più che a distrarre, tenendoci lontani da noi e le nostre esigenze vere…

Michela, la protagonista, ama in maniera incondizionata, a prescindere. Le sue due bambine, i suoi uomini, il viaggiare inteso come esperienza completa di vita: tutto ciò, insomma, che l’ha resa quello che è diventata, nel bene e nel male. Perché Michela è sempre più convinta del fatto che tutto serve, che certi gesti e certi momenti rimarranno sempre e comunque nel cuore.

“I colori del buio” di Mauro Palumbo

Da sempre il genere umano ha cercato antri e cavità per la propria protezione. Molte grandi testimonianze dei nostri avi ci sono pervenute perché conservate in queste culle di pietra. La parola sottosuolo stessa ci da la sensazione che sia il soprassuolo ad essere abitato, vissuto, calpestato. Il “sotto” invece assurge a funzione protettiva del proprio contenuto, preservandolo dalle intemperie, ma anche da altri fattori che nel tempo potrebbero inquinarlo o modificarlo. Ecco dunque che il sottosuolo diventa una fotografia del passato. Una fotografia evoluta in quattro dimensioni, dove la quarta dimensione è il tempo. Certo è che la funzione protettiva è svolta tanto meglio quanto meno accessibile è il luogo…


I colori del buio” di Mauro Palumbo
Ta chròmata tes aphaneias

“Mauro Palumbo, nella presentazione a questo volume, bene esplicita la sua volontà documentaristica volta alla narrazione di luoghi – sotterranei in questo caso – spesso inaccessibili alla fruizione da parte dei non addetti ai lavori. Ma il suo lavoro fotografico si spinge ben oltre questa necessità, va oltre la didattica, prendendo i caratteri di una personalità esuberante e divertita che inebria di colori sfavillanti antiche cavità scavate nel tufo della città di Napoli…” Tratto dall’intervento di Lucrezia Longobardi.

“Vivere” di Franca Giangeri

Basta un attimo e tutto si ricollega, tutto ciò che fa parte della nostra vita e che abbiamo conservato meticolosamente nel cuore, tutto ciò che ha cosparso di gioia il nostro cammino. In un attimo ci lasciamo cogliere da mille emozioni e ci proiettiamo in un passato probabilmente già accantonato, lasciato in sospeso, ma mai dimenticato.
Non solo ricordi in queste pagine di vita, non solo la gioia recuperata da un passato lontano, nei racconti di Franca Giangeri c’è la gioia di vivere, la gioia raccontata come segno di forza, di cambiamento, perché la vita “…è ridere, è soffrire, è cadere e rialzarsi. È gustare l’alba e il tramonto. È andare avanti nella vita di tutti i giorni”.
Questi racconti ci regalano anche forme diverse, prospettive individuali che lambiscono la soglia del dolore, immagini stereotipate fatte di malesseri e disagi personali, ma sono aspetti che l’autrice sapientemente indirizza in una sola direzione, verso la ricerca del senso, il senso della vita, quella sensazione che assume un significato imprescindibile nel nostro cammino.
Vivere, sì, è bello vivere “perché è vero che c’è il dolore, ma è vero che c’è anche la gioia” e la gioia deve essere comunicata, la gioia è narrabile, per chi la prova è un dovere nei confronti degli altri tentare di renderli partecipi, ricordando sempre che: “…la gioia non può essere troppa, altrimenti non la si gusta più”.

Solo pochi giorni di attesa… prossima pubblicazione.

“Le Neanidi” di Raffaella Sirico

È nell’assurdità delle parole
che si può trovare
la vera sinfonia della vita…

I sentimenti sono l’unico antidoto contro la sofferenza, basta un bacio, un sorriso e tutto cambia, mentre: “l’anima tace e il cuore si accende”. Il caos è padrone dei nostri sensi, vanifica le nostre illusioni e la nostra quiete, ma: “io non sono altro che tempesta in un giardino di betulle e di magnolie”.

“Le Neanidi” di Raffaella Sirico

Prossima pubblicazione…

Evento annullato

Vista la delicata situazione del momento e le nuove misure adottate dal Governo con il Dpcm di domenica, abbiamo dovuto posticipare, a data da definire, l’evento “Terra Viva a Como” in programma oggi, venerdì 23 ottobre…

“TERRA VIVA” di Maddalena Zullo

“TERRA VIVA” alla Biblioteca Comunale di Como

Venerdì 23 ottobre, in collaborazione con la Biblioteca Comunale “Paolo Borsellino” e con il patrocinio del Comune di Como, Maddalena Zullo ci parlerà del suo libro “Terra Viva – Sotto una buona stella”, con la volontà di testimoniare uno spaccato del Mezzogiorno e la vita delle sue donne tra gli anni venti fino al 1945, ancor prima di molte battaglie che hanno garantito a tutte loro, in Italia, diritti e parola. Nella storia di una famiglia si identifica la storia di una intera comunità: è una ricerca, quella dell’autrice, che non solo la riporta in famiglia ma anche in un intero contesto culturale da analizzare, esaminando la lingua di quegli anni, il dialetto, le tradizioni e le credenze, ormai per sempre cristallizzate nelle pagine del suo romanzo. La riflessione sulla lingua procede di pari passo con quella sulla condizione della donna che per l’autrice assume i toni non soltanto di un impegno letterario ma anche sociopolitico, tanto da ricoprire nel suo comune di residenza a Fino Mornasco (CO) il ruolo di referente per le pari opportunità.

Il racconto è un dipinto, un acquerello di uno scorcio di Meridione, uno scorcio di un tempo passato, ma non finito, le cui tracce solcano ancora oggi le terre di cui l’autrice scrive, tracce in cui generazioni hanno depositato i loro sogni che si infrangevano contro i muri di una guerra, sogni che cozzavano con ciò che doveva essere, con ciò che era stabilito per ciascuno! E questo dipinto, in cui l’autrice mostra la sua maestrìa anche nell’arte pittorica, sembra scritto con un pennello imbevuto dello stesso inchiostro di quelle lettere che dal fronte giungevano alle donne indurite dall’attesa, svuotate di speranza, rose dal senso di colpa per il solo anelare a quel briciolo di felicità!
Le donne, sì, le femmine di quel tempo, sono le vere protagoniste del romanzo, non erette a eroine, ma mostrate in tutta la loro verità, con le mani sporche di terra, ma aperte alla vita, col cuore trafitto di spine, ma sempre pulsante! Donne atte al sacrificio, nate per il sacrificio, donne spaventate, coraggiose, ingenue, arrabbiate, deluse, donne a denti stretti, donne che esperivano la rinuncia, donne che amavano, senza avere il tempo e il modo per chiedersi se sapessero farlo o se fossero pronte, donne che nonostante tutto amavano, donne che nonostante tutto erano vive…

Dalla prefazione di Elisabetta D’Agostino.