I minori, vittime di abusi sessuali. 1° parte

Le problematiche legate al fenomeno dei minori vittime di abusi sessuali sono oggi tra le più dibattute della nostra società. Giuristi, sociologi, psicologi e moralisti, ma anche il cosiddetto «uomo della strada», hanno sempre cercato di «capire» perché uomini e donne adottino comportamenti contrari a ciò che è comunemente ritenuto «morale e giusto», secondo un codice accettato unanimamente da culture diverse. Il mondo dell’infanzia è rimasto per lungo tempo sconosciuto: per secoli il bambino era considerato privo di cultura e incapace di attività intellettuale. Nell’età moderna, invece, le rivoluzioni scientifiche e l’emergere di una nuova visione del sapere hanno portato alla scoperta dell’infanzia, a capire cioè che il bambino non è un adulto «imperfetto», ma un soggetto attivo, partecipe del proprio sviluppo, a cui non si deve continuare ad imporre la cultura adulta. Nel XX secolo si è assistito all’avvicinamento e all’esplorazione del «pianeta infanzia», ed un mondo per troppo tempo inascoltato ha trovato voce. Soltanto da pochi anni, quindi, per uno sviluppo preoccupante del fenomeno della pedofilia, soprattutto dopo l’introduzione di Internet su scala mondiale, ha cominciato a farsi strada l’idea di questi comportamenti secondo un metodo scientifico, il più possibile libero da valutazioni di carattere morale. Questo tentativo non si è sempre attuato in modo adeguato, ed anche studi che intendevano essere rigorosamente scientifici, ad un’analisi successiva, rivelavano l’impronta di giudizi di valore impliciti e spesso inconsci. Forse anche per questo motivo lo studio dei fatti legati ai minori come vittime di abusi sessuali, raramente è stato accompagnato da un’approfondita analisi dei temi attinenti alle reazioni che la parte più conformista del sistema sociale pone in atto nei confronti di comportamenti non consoni ai valori ed alle norme del sistema sociale stesso. L’estrema diffusione dell’insorgere dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori si rintraccia in molteplici fonti sociologiche. Emergono, infatti, tra queste ultime alcuni dati significativi che rivelano come tra il 1730 e il 1789 il 25% delle vittime dei processi per stupro non raggiungeva i 10 anni. Si annoverano, inoltre, le credenze popolari dell’Inghilterra del XVIII secolo sull’efficacia terapeutica della congiunzione carnale con minori per guarire malattie veneree. Questo studio, dunque, vuol essere una panoramica sugli aspetti legati all’abuso sessuale sui minori che riteniamo essere particolarmente significativi. Come già sottolineato, vengono presi in considerazione solo alcuni di questi approfondimenti. Ciò può essere giudicato come un limite, ma d’altro canto, se si considera la vastità del fenomeno concernente i problemi legati alla pedofilia e la numerosa varietà di opinioni da parte degli studiosi e di altri contributi certamente rilevanti, si comprende come risulti impossibile essere esaurienti.

Federica Farre

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Scegliere di parlare dell’abuso sessuale infantile è un atto coraggioso, in tempi in cui vanno di moda i sentimenti e le emozioni usa e getta e in cui si prediligono le soluzioni preconfezionate agli inviti alla riflessione. E a Dora Buonfino quel coraggio non è mancato. Con la sua penna delicata ha dato voce al silenzio della protagonista, le ha permesso di aprire il proprio scrigno segreto e di distribuire le sue pagliuzze a chi avrà altrettanto coraggio di prenderle in custodia.

Le mie pagliuzze finale

Le mie pagliuzze

“Il libro è nato come carezza per l’anima ferita. Non troverete una vittima che vi chiede aiuto, che vi responsabilizza ordinandovi di prendervi carico della sua vita. La protagonista vi mostra tutta la sua forza e nel raccontarvi vi rincuora, vi prende per mano e vi protegge. Non è causare dolore il mio intento, ma mostrare la consapevolezza che mi ha sempre sorretto. Non chiedo battaglie, prese di posizione, imponendo un carico insopportabile, né vi farò sbirciare nel mio vissuto come voyeur d’occasione. Questo libro va oltre l’abuso, perché vi aiuterà a guardarvi dentro prendendo in considerazione le vostre debolezze, ma anche le vostre potenzialità, indicandovi il modo per amarvi e divenire più forti.”

Dora Buonfino

 

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